Bando col “trucco”, la dipendente torna in libertà

tribunale

FRANCAVILLA- Bando col trucco al Comune di Francavilla Fontana, revoca dei domiciliari per Maria Daniela Camarda, la funzionaria dell’ufficio tecnico accusata di aver redatto la gara per il progetto di riqualificazione di quartiere musicisti allo scopo di favorire l’ingegner Camelo Dellisanti, crispianese titolare della Promed Engineering, società poi effettivamente vincitrice. Se per l’ingegnere sussiste, al momento, la misura cautelativa, la dipendente ha riottenuto la libertà. Probabile che ad influenzare i giudici, sia stato l’atteggiamento altamente collaborativo che la Camarda ha mostrato sin dal giorno degli arresti e, successivamente, nell’interrogatorio di garanzia. Da qui, la richiesta di arresti formulata dal pm Milto De Nozza e accolta, poi, dal gip Paola Liaci. Da qui, anche, la sospensione cautelare dal servizio, protocollata nelle scorse settimane dall’ente di via Castello.

Nessun braccio di ferro quanto, piuttosto, l’applicazione alla lettera dell’articolo 17 del regolamento sui provvedimenti disciplinari per il personale che prevede, appunto, la sospensione del dipendente in caso di procedimento penale.

“Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale – si legge nel regolamento – è sospeso d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà”.
Ora, però, con la revoca dei domiciliari, la funzionaria potrà essere reintegrata. Anche se con mansioni diverse. Impossibile, almeno per il momento, che la Camarda possa tornare ad occupare la scrivania dell’ufficio tecnico. Probabile, invece, che dopo un periodo di “ferie”, la dipendente possa trovare posto in altri uffici del Comune.

Tutto tace, invece, sul fronte delle indagini. L’atteggiamento collaborativo della Camarda potrebbe aver dato nuovi impulsi in tal senso. Che i misfatti svelati dall’inchiesta culminata nelle due ordinanze di custodia cautelare fossero solo una parte del tutto, lo hanno sospettato fin da subito gli investigatori. Al contrario, quali scenari si possano spalancare anche grazie alla ferma volontà di collaborare della funzionaria, al momento non può saperlo nessuno. Di certo, l’ennesima inchiesta precipitata su Castello Imperiali, con l’ente commissariato da aprile scorso per l’arresto e le dimissioni del sindaco Vincenzo Della Corte, rischia di far tremare persino le solide e avvezze fondamenta, nelle cui stanze e, soprattutto uffici, si pensa possano esserci più umani e inconfessabili segreti quanto, piuttosto, innocui fantasmi.