A Torre Lapillo, la passerella negata che toglie il mare ai disabili

http://www.dreamstime.com/-image12976071

TORRE LAPILLO-  La frase che ti colpisce come un pugno inatteso nello stomaco, la senti appena. La pronuncia con un filo di voce, debole come la forza di continuare a lottare ogni giorno per i propri diritti: “Vorrei non essere mai nato”.

Lo dice un uomo costretto a vivere su una carrozzella che, sotto quaranta gradi, non riesce, tra le tante altre cose, nemmeno ad andare al mare. Tanto da essere stanco di vivere. Lo stesso problema lo ha Francesco, un ragazzo rimasto vittima di un incidente e che da quel giorno deve affidarsi ad un attrezzo per riuscire a camminare. Ma anche lui si ferma davanti ad una spiaggia inaccessibile. Perché la storia, di questi due uomini, ma come loro, di tantissimi altri, nasce da questo cartello: “Passerella per disabili” che si è trasformata nella più grande delle contraddizioni.

La passerella, in questione, infatti finisce qui. All’ingresso di un lido privato a Torre Lapillo. Non porta, come dovrebbe, alla spiaggia libera. Lascia che le carrozzelle per diversamente abili si arenino e affondino le ruote nella sabbia. E poi chi si è visto si è visto, i problemi restano delle famiglie.

Il problema si ripresenta da anni. Sempre uguale e sempre irrisolto. Nel 2009, la prima denuncia sempre su Telerama. Poi l’anno scorso il Comune di Porto Cesareo, per tamponare il problema, stipulò una convenzione con il gestore del lido privato che assicurò alla famiglia un ombrellone e due sdraio. Ma quella convezione quest’anno è terminata e tra l’altro non risolve il problema di tantissimi altri. In spiaggia è scoppiata la tensione tra la famiglia e il gestore del lido. Ma qui il problema è ben più ampio e viene avvertito anche da chi quel tratto di spiaggia lo frequenta da 20 anni, fortunatamente, senza esigenze particolari. “Il Comune ci ha tolto tutta la spiaggia libera che avevamo. Ormai è tutta colonizzata dai privati. Non ci sono più alternative per chi, come noi, non intende pagare godere del nostro mare. Eppure le tasse le paghiamo tutte”.