Tagli in Provincia, tanto straordinario ma non per tutti

brindisi-santa-teresa

BRINDISI- Se i lavoratori della Santa Teresa sono destinati alla riduzione dell’orario lavorativo, tra i corridoi della provincia di Brindisi c’è chi se la passa decisamente meglio.

Non bastavano i premi d’oro riservati agli otto fortunati e meritevoli dirigenti a stridere col regime di spending review e coi tagli imposti dal governo Monti. Ad accentuare la distinzione tra figli e figliastri, ci si mette anche il resoconto degli straordinari dei mese di aprile, maggio e giugno 2013. Tra i dipendenti della provincia di Brindisi c’è chi riesce a guadagnare in un mese 691,99 euro in più sulla busta paga come compenso per lavoro straordinario. L’allegato parla chiaro e il caso della matricola N. 98 è esemplificativo, l’extra del mese di giugno si ripete anche nel mese di maggio con 659 euro e supera invece i 360 ad aprile.

Non va male nemmeno alla matricola 1627 con straordinari mensili che sfondano il tetto dei 400 euro. Centinaia di ore di lavoro in più distribuite tra i dipendenti secondo criteri stabiliti solitamente dal presidente e in questo caso, dal commissario prefettizio o dagli stessi dirigenti. L’elenco della liquidazione dei compensi accessori è racchiuso in una forbice che oscilla da un massimo di 700 euro mensili a un minimo di 13 euro.

Tutto lecito, ma a verrebbe da dire paradossale se rapportato alla situazione critica in cui versano i lavoratori della Santa Tersa che da mesi protestano contro la riduzione di stipendi che garantiscono appena la sopravvivenza. Per loro nessun extra, soltanto tagli secondo una logica politica che colpisce i più deboli, come sottolineato anche dall’onorevole di Sel Tony Matarrelli. E intanto monta la rabbia, che corre in piazza e su volantini di denuncia, in attesa che la provincia approvi il bilancio di previsione, penalizzando chi guadagna 1000 euro al mese e premiando con indennità da capogiro il top della dirigenza.