Ancora cemento sulla costa, rispunta un villaggio da 24 ettari

torrepali

SALVE- E’ rispuntato dalle sue ceneri, dopo oltre un decennio. È il progetto per la realizzazione del villaggio turistico “Isola della Fanciulla”, a Torre Pali, marina di Salve.

24 Ettari complessivamente, 355 unità abitative, un centro congressi da 2mila posti, auditorium e reception nel comparto nord. Ristorante, centro piscine, centro sportivo attrezzato, anfiteatro per spettacoli all’aperto in quello sud. L’uno collegato all’altro per il tramite di un sottopasso alla strada provinciale che collega Gallipoli con Santa Maria di Leuca.

Sono i numeri da capogiro contenuti nell’avviso di deposito del progetto per la verifica di impatto ambientale, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia lo scorso 11 luglio. È da quel giorno che è partito il contatore dei 45 giorni di tempo perchè enti o associazioni presentino osservazioni. I termini scadranno il prossimo 26 agosto. E con l’estate di mezzo il rischio è che tutto passi sotto coperta.
È una storia complicata quella del villaggio “Isola della Fanciulla”.

Il progetto venne presentato al Comune di Salve nei primi anni 2000. deliberato in consiglio comunale, nel 2004 ottenne il via libera anche dalla giunta regionale. L’anno successivamente sottoscritto un Accordo di programma tra Regione e Comune, prevedendo un finanziamento di circa 7 milioni di euro da parte di Bari e sancendo, al contempo, un cambio di destinazione urbanistica dell’area, da verde agricolo a insediamento turistico ricettivo. Un iter, quello, per cui, tra l’altro, nel 2003 era stata esclusa l’assogettabilità a Via da parte della stessa Regione Puglia. Dopo la bocciatura da parte della Soprintendenza e il ricorso vinto dalla società, la Torre srl, le autorizzazioni paesaggistiche sono state sbloccate.

Ma la società ha richiesto il rilascio del nuovo permesso a costruire presentando un progetto in parte rimodulato. È per questo che la procedura è ripartita da zero. E, stavolta, la Provincia di Lecce, titolare del procedimento, ha puntato i piedi: per “complessità e taglia dimensionale”, non si può “escludere che il progetto comporti impatti negativi e significativi sull’ambiente e sulla salute”. Dunque, è stata disposta la Via, nell’ambito della quale si punta a raccogliere nuove osservazioni, oltre quelle taglienti presentate da Legambiente, ma che dovranno essere rinnovate.

Il Settore Ambiente ci va giù pesante e parla di “lacune informative” del progetto, soprattutto in materia di impatti sul patrimonio naturale e storico, su area a vincolo paesaggistico, considerata di notevole interesse pubblico. La presenza di struttura ricettiva, grande quanto 22campi da calcio, “determinerà- si legge nella determina provinciale- un ulteriore aumento del carico antropico in un’area già oggetto di profonde trasformazioni che hanno portato alla realizzazione di strutture e immobili spesso finalizzate allo sfruttamento massiccio e irrazionale della costa a scopi turistici, compromettendo, spesso in maniera irreversibile, i residuali habitat naturali”.

Della serie, si salvi il salvabile.