I sindaci fanno squadra contro la chiusura dei punti nascita

CASARANO- Non è solo una dichiarazione di guerra, ma anche un grido di allarme: i sindaci di Casarano e Gallipoli vogliono rappresentare la voce dei territori, che si rifiutano di arrendersi all’idea della chiusura dei punti nascita. L’arco jonico rimarrebbe ingiustamente scoperto, ecco perché tanti primi cittadini dei comuni limitrofi si sono presentati, in mattinata, nella riunione indetta da Gianni Stefano: lo scopo è quello di studiare la migliore strategia perché il pressing sulla Regione Puglia possa avere gli effetti sperati.

A Palazzo dei Domenicani, in tarda mattinata, nella stanza del sindaco Stefano, si sono ritrovati i sindaci di Gallipoli, Alliste, Collepasso, Melissano, Matino, Parabita, Racale, Ruffano, Supersano, Taurisano, Taviano, Tuglie e Ugento. Tutti questi comuni, tranne Gallipoli, che ha giocato la sua partita con altri comuni, hanno già combattuto e firmato una petizione per la difesa del punto nascita di Casarano.

Il sindaco Stefàno ripete come un mantra che la Regione continua con la sua azione di forza, dopo aver alzato l’asticella del tetto delle nascite da 500 parti a 1000 per continuare ad essere aperti”. La battaglia non è solo sul fronte politico, ma anche giuridico: il comune di Casarano ha impugnato la delibera del dicembre 2012″. La riunione si è conclusa con la decisione di invitare l’assessore alla Sanità, Elena Gentile, e tutti i sindaci dell’arco jonico per esaminare i problemi della zona e indurre i govenatori a risolvere le problematiche esistenti.

“Non possiamo andare avanti con la chiusura di un reparto per volta: ci devono dire cosa hanno intenzione di fare- chiosa Stefàno. Siamo disponibili anche a ragionare su un unico presidio ospedaliero composto dagli ospedali di Gallipoli e Casarano, come se fossero degli ospedali riuniti, in ultima analisi. Siamo determinati a combattere per dare garanzia ai cittadini dell’arco jonico salentino di una sanità efficiente, non è una guerra di campanile. Si tratta di scelte politiche, l’amministrazione Vendola si decida a darci ascolto”. Ma per ora la posizione ufficiale dell’Asl leccese è irremovibile: bisogna chiudere i punti nascita di Casarano e Gallipoli.