Galatone, sequestrata la Centrale a Biogas. Contestati anche falso e tentata truffa

Centrale biogas a Galatone

GALATONE- Arriva il sequestro preventivo d’urgenza per la contestatissima centrale a biogas di Galatone. È stato disposto dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, titolare del fascicolo aperto già ad aprile, dopo gli esposti del comitato che si batte contro la realizzazione della centrale di contrada Le Rose e della potenza di 854 kw.

I sigilli sono stati apposti in mattinata dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, delegati alle indagini. Nel registro degli indagati ci sono i nomi del progettista dell’impianto e i proprietari della società Renewable Energy srl. Si tratta, rispettivamente, di Giuseppe Giliberti, Michele Giliberti e Giorgio Gemma.

I reati contestati riguardano la violazione della normativa edilizia e ambientale (art. 44lett b L. 380/2001 e artt. 208 e 214 d.lgs. 152/2006), perchè sembrerebbe che per l’impianto realizzato non fossero sufficienti le autorizzazioni richieste, vale a dire la semplice Dia, ma si doveva seguire l’iter più complesso dell’Autorizzazione unica regionale. E questo perchè, secondo la Procura, attualmente il materiale che si sta utilizzando, il digestato liquido proveniente da un impianto simile a Surbo, è da considerarsi come rifiuto. È per questo stesso motivo che ad essere contestato è anche il reato di getto pericoloso di cose, a causa delle emissioni odorigene sprigionate dal prodotto impiegato, oltre che il reato di gestione illecita di rifiuti.

L’impianto, poi, dovrebbe essere in teoria ancora in fase di precollaudo, invece, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe già stato attivato l’allaccio alla rete elettrica. Da qui le altre ipotesi di reato contestate, relative a falso e tentata truffa (artt. 483, 56 e 640 c.p.), in quanto il 15 aprile la società avrebbe comunicato a Enel e Gse la fine dei lavori, per ottenere, secondo la Procura, l’accesso a incentivi più elevati. Tutte accuse, ovviamente, da dimostrare.