Pet Tac, condannata la Regione Puglia al rimborso spese di 14 pazienti

PET TAC

LECCE- Dopo le prime tre sentenze già emesse dai giudici Piro, Santoro e Dell’Anna, sono state pubblicate ieri altre tre importantissime pronunce in favore dei diritti civili degli ammalati oncologici salentini, difesi dall’avv. Massimo Todisco (responsabile ufficio legale Codacons Lecce).

I giudici Antonella Santoro e Giuseppe Paparella hanno difatti condannato la Regione Puglia al rimborso delle spese sostenute da quattordici persone (quattro delle quali decedute) affette da patologie tumorali, che hanno dovuto sostenere l’esame PET TAC a proprie spese presso la struttura Calabrese di Cavallino.

I due magistrati hanno seguito strade diverse, ma sono giunti al medesimo risultato favorevole nei confronti degli ammalati.

La dott.ssa Santoro ha ritenuto che il diritto alla salute non può subire compromissioni in presenza di situazioni di urgenza, come quelle in cui versavano le parti del giudizio al momento dell’esecuzione del’esame PET/TAC. Poiché nel corso del giudizio si è accertato, tramite l’ascolto di importanti medici schierati in prima linea nella lotta ai tumori, che il predetto esame PET TAC è indifferibile e che presso le strutture pubbliche presenti in Puglia (Brindisi e Bari), le liste di attesa superano i tre mesi dal giorno della prenotazione, ha riconosciuto il diritto al rimborso.

Il dott. Paparella ha invece ritenuto che, dal momento in cui il centro Calabrese di Cavallino (LE) è stato accreditato per l’attività di medicina nucleare, le prestazioni eseguite devono essere rimborsate ai pazienti. Invece per le prestazioni eseguite nel periodo precedente all’accreditamento, il dott. Paparella ha accertato che da parte della Regione Puglia vi è stata una vera e propria inerzia nell’attrezzare un centro di medicina nucleare che potesse eseguire la PET/TAC, anche considerato che (come dichiarato dal direttore generale ASL LE Valdo Mellone) i fondi erano disponibili, e che dunque per tale motivo gli ammalati salentini potevano rivolgersi presso altre strutture (anche non convenzionate).

Complessivamente quindi la Regione Puglia, in poco più di un anno, è stata condannata a rimborsare le PET TAC sostenute da circa trenta ammalati oncologici e, per le cause definite ieri, dovrà rimborsare le somme entro 120 giorni dalla notifica delle sentenze.