Le associazioni ambientaliste: “Risamamento a rischio, revoca dell’AIA”

Legambiente Puglia

TARANTO- La delegazione delle commissioni Industria e Ambiente del Senato hanno incontrato anche le associazioni ambientaliste in Prefettura a Taranto. Legambiente ha presentato le proposte di emendamento al decreto 61: “Si rischia un altro provvedimento scritto sotto dettatura dell’azienda – ha spiegato l’associazione – che sarebbe la pietra tombale per il risanamento degli impianti”. “I provvedimenti garantiscono l’azienda e la produzione – scrivono – mentre posticipano o, omettono del tutto, le attività a difesa della salute e dell’ambiente”.

Secondo l’associazione ambientalista si va verso un “ulteriore intollerabile allungamento dei tempi di attuazione delle prescrizioni imposte dall’AIA”.

Il comitato Legamjonici – si legge in una nota – ha sempre manifestato la propria contrarietà al rilascio dell’AIA, ritenendo l’azienda Ilva priva dei requisiti necessari per produrre garantendo la tutela della salute e dell’ambiente. Per questo motivo non ha mai partecipato ai tavoli istituzionali finalizzati al rilascio e al riesame dell’autorizzazione integrata ambientale”.  Il Wwf Taranto ritiene “incompatibile la presenza dell’Ilva con la città e la vita dei cittadini e degli operai, per questo – hanno spiegato ai senatori – chiediamo la revoca dell’Aia. Non crediamo – hanno detto – alla eco compatibilità dell’azienda perché troppo costosa e di difficile realizzazione. Per questo il wwf suggerisce due strade: la costruzione di nuovi forni Finex, che prevedono la produzione di acciaio inserendo direttamente minerale fine e l’internazionalizzare la produzione.

Peacelink e Fondo Antidiossina hanno mostrato ai senatori “le prove” del danno ambientale a Taranto. Marescotti ha portato ai senatori un sacchetto di “polveri mortali” – come le ha definite – che i bambini sono costretti a respirare.