Affitti non pagati, il Commissario assolve il prete: niente azione legale

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BRINDISI- Dopo l’azione legale minacciata dal Comune, il parroco fa Mea Culpa e, dopo un incontro con il commissario prefettizio, trova l’accordo per il pagamento dei canoni d’affitto arretrati. Don Franco Galiano, prete e associazionista della città degli Imperiali, ha assicurato che pagherà il conto salato presentato dall’ente di via Castello per il mancato pagamento del comodato d’uso di una vecchia scuola rurale in contrada Bax, poi utilizzata a mo’ di oratorio dall’associazione presieduta dal prelato. Ben 12mila e 420 euro a titolo di canoni scaduti e non versati. Un bel gruzzoletto, che corrisponde alla somma delle mensilità non pagate a partire dal primo novembre del 2004 e fino al 30 aprile 2013. Poco più di 100 testoni al mese, precisamente 103 euro che, però, dopo quasi 9 anni, sono diventati una piccola fortuna. Lo scorso marzo, il dirigente dell’ufficio contenzioso invitò Don Franco,  al pagamento degli affitti arretrati con l’avvertimento che, scaduti i termini concessi, l’ente avrebbe conferito ad un legale il compito del recupero coatto delle somme. Ma quei termini sono appunto scaduti e il Comune è stato di parola.

La “Lady di Ferro” Iaculli, in un impeto di  laicità, è infatti passata alle maniere forti e il contenzioso, tutt’altro che trascurabile per casse in perenne difficoltà a causa del patto di stabilità,  era passato  nelle mani di un avvocato. Questo, lo scorso giugno. A distanza di un mese, con delibera n.245, la Iaculli ha però revocato l’incarico al professionista, perchè, si legge nel documento, “visti gli esiti degli incontri con i quali si riceveva assicurazione sul pagamento dei canoni di locazione già scaduti e non versati,  si ritiene di dover procedere alla revoca del provvedimento commissariale”.Una buona novella per don Franco, che nel 2010 non aveva avuto la stessa fortuna.

L’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Della Corte, ordinò lo sfratto di un’altra associazione dai locali Comunali di via Grottaglie. In quel caso, per l’uomo di Chiesa non ci fu alcun gesto di carità cristiana e quei locali sono tornati nella disponibilità dell’ente.