Machiavellico Curto: “Le caratteristiche del prossimo sindaco”

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FRANCAVILLA- Il perfetto sindaco? Lo descrive l’ex senatore Euprepio Curto che, vestendo i panni di moderno Machiavelli, traccia le caratteristiche ideali del futuro “principe” francavillese. Nel difficile (giornalisticamente parlando) luglio da campagna elettorale in vista delle amministrative 2014, era stato Maurizio Bruno, candidato in pectore del Pd, a sottolineare l’importanza di un sindaco politico. Una caratteristiche che, però, Curto non condivide. Perché, secondo il consigliere regionale Fli, la Città degli Imperiali ha bisogno di un sindaco senza aggettivi. Discorso diverso, se mai, sulle competenze. Il “principe” curtiano è quel sindaco competente sotto il profilo amministrativo al punto tale da non dover essere succube di un qualsiasi dirigente o del politico di lungo corso.

Il che vuol dire, un sindaco capace di confrontarsi senza timori reverenziali col dirigente dell’Ufficio Tecnico, dell’Ufficio Ragioneria, dei Servizi Sociali o di qualsiasi altro settore. Un sindaco capace sotto l’aspetto politico. Il che vuol dire, un sindaco capace di costituire momento di sintesi degli interessi generali della città, utilizzando le figure assessorili per il raggiungimento di tali obiettivi, evitando la creazione di vere e autentiche nicchie di potere idonee sicuramente ad intercettare voti, ma non consenso. Un sindaco capace di ascoltare non solo la sua maggioranza ma anche l’opposizione attraverso un corretto e trasparente dialogo istituzionale”.

Machiavelli, nel rinascimento, andò oltre, figurando una sorta di sintesi tra statista e comandante, abile con la parola, deciso con la spada. A Francavilla, piuttosto, si attaccherà di fioretto su una pedana spezzettata in particelle al momento lontane. Proprio Bruno, oggetto della querelle tra Pd e centristi nella scelta del candidato sindaco, nelle prossime ore riceverà la seconda investitura ufficiale da parte del movimento Noi Ci Siamo. Come dire che margini per passi indietro, come auspicato da qualcuno in nome del laboratorio, non sembrano essercene. Chissà cosa direbbe Machiavelli.