Albanese fuggito in manette, la Dia lo arresta

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LECCE- Lo hanno ritrovato intorno alle 11.50, nell’appartamento di un connazionale, in via Montello, a Lecce. Ferito alle braccia e senza più le manette ai polsi. Dopo la fuga notturna, è stato  rintracciato ed arrestato Kristaq Boci, il 43enne di Valona riuscito a sfuggire, letteralmente, dalle mani degli uomini della Direzione investigativa antimafia. Una scena da film, visto che l’albanese stava per entrare in macchina, accompagnato da due agenti, dai quali è riuscito a divincolarsi, fuggendo nel traffico e poi, inseguito da tre uomini, facendo perdere le proprie tracce nel buio di parco corvaglia. Dopo la fuga, è stata ricostruita la sua storia. Il 43enne risulta colpito da un ordine di carcerazione, mai eseguito, per una pena inflitta nel 2001, quando venne arrestato a Merine per spaccio di droga.

A Lecce è tornato, sebbene latitante e sotto altro nome. Probabilmente, qui si sentiva al sicuro, in un territorio che conosce molto bene. È a Lecce che risultava residente, quando, nel dicembre ’98, è stato arrestato, un’altra volta, assieme a due albanesi e a tre salentini, Vincenzo Manna di Gallipoli, Luciano Toma di Ugento e Fabio Rizzo di Lecce. Faceva parte, dunque, di un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Nel Salento Boci è tornato per lo stesso motivo, assieme ai connazionali Pellumb Drenova e Arjan Polisi, anche loro tratti in arresto. L’auto su cui viaggiavano è stata intercettata, sulla superstrada Lecce- Brindisi, all’altezza dello svincolo per la tangenziale.

È stata quella Golf, già segnalata, a destare sospetti. Radiata dall’Italia giusto il 16 luglio scorso, risultava essere stata rivenduta da uno all’altro degli occupanti, per rientrare in Italia con targa albanese e fungere da cavallo di Troia per il trasporto di droga. È nelle sue ruote, con l’utilizzo di un meccanismo ingegnoso, che erano nascosti 3,4kg di eroina purissima, la materia prima con cui tagliare le dosi. Avrebbe permesso di fatturare almeno 250mila euro.

Non sono escluse altre sorprese, visto che  l’intera auto sarà passata al setaccio. La priorità, infatti, è stata finora la cattura del latitante, per la cui fuga, tuttavia, non saranno presi provvedimenti disciplinari a carico degli uomini della Dia dalle cui mani è riuscito a scappare.

Per trovare Boci, sempre che questo sia il suo vero nome, visto che negli anni ha usato almeno quattro alias, è stata passata al setaccio la cerchia delle sue amicizie. E si è andati a bussare dritti a casa di Klaid Hasanaj, 45 anni, anche lui di Valona, disoccupato, arrestato ora con l’accusa di favoreggiamento.

 

Foto Antonio Castelluzzo