Consiglio Regionale, Scianaro entra nel giudizio su Rollo

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FASANO- Era stato annunciato e, alla fine, è stato anche fatto. Antonio Scianaro, ex consigliere provinciale Pdl ed ex sindaco di Fasano, ha deciso di costituirsi nel giudizio del Tar della Puglia inerente l’elezione di Marcello Rollo a consigliere regionale in seguito all’elezione di Pietro Iurlaro al senato. Rollo, attuale presidente del consorzio Asi, era stato giudicato “incompatibile” dallo stesso consiglio regionale. Ma l’ex pidiellino, nel frattempo accasatosi con l’Udc, di lasciare quel posto senza lottare non ha alcuna intenzione. Dallo stesso Tribunale regionale, Rollo ha ottenuto la sospensione del provvedimento emesso dall’assise di via Capruzzi e attende che la sentenza nel merito dei giudici metta fine, in un modo o nell’altro, alla vicenda. Una vicenda dove ora entra ufficialmente anche Scianaro che, difeso dagli avvocati Pierluigi e Giorgio Portalurti, entra in giudizio e guarda con particolare interesse all’udienza fissata per il prossimo 25 luglio.

La difesa del Fasanese si poggia sulle stesse contestazioni avanzate, a suo tempo, dal consiglio regionale. “Non può ricoprire la carica di consigliere regionale, provinciale, comunale o circoscrizionale – si legge nel parere espresso dall’assise – l’amministratore  o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza da parte della Regione, della provincia o del Comune o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell’anno il dieci per cento del totale delle entrate dell’ente”.

Rollo, insomma, non potrebbe essere allo stesso tempo controllore e controllato e, quindi, consigliere regionale e presidente dell’Asi, ente che fa capo proprio alla regione. Delle due l’una, secondo il consiglio e secondo Scianaro. Ma l’ultima parola spetta al Tar.