Hydrochemical: negativi gli accertamenti per la puzza nell’aria

eni raffineria

TARANTO- Controlli fino a tarda notte alla Hydrochemical di Taranto dopo l’allarme lanciato per l’odore nauseabondo che aveva investito l’area industriale. I tecnici dell’Arpa, insieme ai vigili del fuoco e agli agenti di polizia hanno condotto degli esami all’interno degli impianti della società che gestisce il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Erano stati gli operai della raffineria ad allertare gli esperti. “Abbiamo proceduto con i campionamenti di aria per effettuare alcune misure e rilevare l’eventuale presenza di sostanze come acido sofidrico, ammoniaca o acidi grassi – ha spiegato la rersponsabile della sezione provinciale dell’Arpa, maria Spartera – ma non abbiamo rilevato nulla”.

Le indagini nella zona di Punta Rondinella, dove si trova anche il pontile della raffineria Eni, sono proseguite con accertamenti alle autobotti e ai registri di carico e scarico dei rifiuti, ha detto la Spartera. Insomma non ci sono indizi, le apparecchiature non hanno rilevato nulla e, sempre secondo quanto ha sostenuto la responsabile, la centralina di via Machiavelli non ha registrato niente rispetto agli inquinanti legati agli idrocarburi. Le emissioni odorigene sono al centro di un dibattito infuocato in queste settimane a Taranto, scoppiato dopo l’incidente all’Eni che ha coperto la città di gas renedendo l’aria irrespirabile.

Proprio Eni e arpa nei prossimi giorni potrebbero fornire elementi più concreti: l’azienda, attraverso il cosiddetto “naso elettronico” che garantisce il monitoraggio in continuo e in tempo reale. L’arpa, invece, insieme all’università di bari ha attivato una nuova strumentazione per i cittadini che vogliono segnalare problemi legati alle emissioni. Intanto resta il giallo su questo ennesimo episodio, in quanto alla hydrochemical non  è stata formalizzata alcuna contestazione.