Ambiente, Edipower precisa: “Tutto fermo, manca il carbone”

centrale edipower

BRINDISI-  Altro che carbone ed emissioni di CO2, nella centrale Brindisi Nord le turbine sono ferme, immobili. E mentre tutto resta fermo, si inizia a pianificare il dimezzamento delle sostanze in questione.

E’ concetto cruciale della nota  di A2a e, quindi, di  Edipower scritta in risposta all’associazione ambientalista “Mamme del passeggino rosso”.

Le mamme, nei giorni scorsi, lamentavano come lo stabilimento avesse ripreso la sua attività di combustione del carbone portato in dote dalle navi attraccate in porto e che,addirittura, c’è in progetto la trasformazione della centrale in un inceneritore.

La risposta, non si è fatta attendere. Nel comunicato,  Edipower smentisce la tesi degli ambientalisti.Con tanto di date e motivazioni. Una su tutte: non c’è il carbone!

“Per le motivazioni ormai note, la centrale è ferma dal 26 dicembre 2012 e non si prevede, a breve, una ripresa dell’attività.” – si legge nella nota- “Per questo motivo, al momento, nelle navi carboniere attraccate al porto non è presente carbone destinato ad Edipower.”

Tutto sembrerebbe fermo dunque. O quasi. Perchè mentre non c’è carbone e le emissioni di CO2 restano ferme , si lavora al loro dimezzamento, più volte decantato nei vari incontri con le istituzioni.

“ Il piano studiato per il rilancio della centrale – prosegue l’azienda – prevede il dimezzamento della capacità installata, che da 640 MW passerebbe così a 300, con un conseguente dimezzamento dell’uso del carbone e delle emissioni in atmosfera”.

Il piano prevede, inoltre, degli investimenti che riguardano l’ambientalizzazione della centrale che prevede un nuovo sistema di ricezione e stoccaggio del combustibile alternativo e un nuovo sistema  per il trattamento delle ceneri pesanti. E di fronte a questi provvedimenti non è prevista “nessuna trasformazione della centrale in un inceneritore.”

Insomma, mentre nella centrale non si muoverebbe una foglia, dai vertici di Edipower  arrivano delle promesse rassicuranti. Le stesse che, però, nel recente passato non hanno convinto il sindaco Mimmo Consales, più volte duro con quelle che, più che premesse, a molti appaiono come utopiche promesse.