Rapina al dipendente di Barba, in manette un brindisino

arresto

BRINDISI- Rapinò, lo scorso 24 giugno, in pieno centro brindisino, il dipendente dell’agenzia di rifornimento di carburanti per imbarcazioni che fa capo al senatore gallipolino Vincenzo Barba. Colpo ardito, messo a segno alla luce del giorno e portato a termine con successo da una coppia di criminali armati a bordo di uno scooter.

Al termine di un’operazione durata ben 15 giorni di indagini serrate, gli agenti della squadra mobile di Brindisi, coordinati dal vice questore Alberto Somma, hanno tratto in arresto il 46enne brindisino Claudio Bistonte, già noto alle forze dell’ordine. Per lui, un’incastrante ordinanza di custodia cautelare che ha raccolto l’accusa formulata dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori.

L’identità del secondo complice è ancora da scoprire, ma l’arresto effettuato all’alba promette di dare nuovi impulsi all’indagine. La cronaca ci riporta appunto allo scorso giugno, quando I due armati di pistola, non ancora ritrovata, avevano bloccato alle 11 di mattina un dipendente dell’agenzia di spedizioni Saponaro SAS e, sotto la minaccia dell’arma, si fecero consegnare il denaro, circa 70 mila euro. Colpo grosso ma, nella fattispecie, galeotto.

Ad incastrare il presunto rapinatore, i video delle telecamere di abitazioni private ed esaerci commerciali, poste nei pressi del luogo della rapina che hanno permesso agli agenti di pedinare virtualmente i due malviventi, da via Amena, teatro del crimine, a via San Leucio. Probabile via di fuga. Grazie anche alle dichiarazioni della vittima, l’attenzione si è quindi concentrata sulla targa del veicolo palesemente modificata con un nastro adesivo nero. Una volta ricostruita quasi per intero, carattere per carattere, ecco la chiave di volta.

Il numero differiva di una sola cifra da quella del ciclomotore posseduto da Bistone, già inserito nella banca dati della questura e, proprio grazie alle immagini delel telecamere, sospettato numero. Troppo facile a quel punto per la polizia arrestare all’alba il presunto colpevole che, oltre a dover rispondere dell’accusa di rapina a mano armata è ora chiamato, dal carcere di via Appia, a fornire dettagli e informazioni sull’identità del complice.