Ospedale pediatrico, partenza con benedizione bipartistan

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LECCE- Eppur si muove. L’ospedale pediatrico del Salento inizia a camminare sul serio. È stata approvata, infatti, in Consiglio regionale la mozione che impegna il governo di via Capruzzi “a valutare con la necessaria attenzione la realizzazione” della struttura e “ad attuare ogni iniziativa utile alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la costituzione di un gruppo di lavoro, per valutarne la fattibilità tecnico-economica e finanziaria”. Tradotto, significa che ci si mette all’opera, finalmente. E lo si fa con animo bipartisan.

Il documento approvato, infatti, è stato presentato dal consigliere pidiellino Saverio Congedo e sottoscritto da tutti gli altri esponenti salentini del parlamentino barese: Sergio Blasi, Aldo Aloisi, Antonio Barba, Antonio Buccoliero, Loredana Capone, Andrea Caroppo, Antonio Galati, Aurelio Gianfreda, Antonio Maniglio, Salvatore Negro, Donato Pellegrino e Mario Vadrucci. Si gettano le basi, dunque, del comitato operativo, che dovrà coinvolgere la Regione Puglia, la ASL di Lecce e l’associazione TriaCorda, il motore di tutta l’operazione. La Onlus, infatti, è stata fondata nel 2012 proprio con l’obiettivo di far incontrare e far collaborare pubblico e privato, mirando dritti alla costruzione a Lecce di un ospedale pediatrico, sul modello del Meyer di Firenze o del Gaslini di Genova.

La strada è tracciata e non prevede possibilità di retromarcia. Certo, non sono mancate le incomprensioni, all’inizio. Via Miglietta ha chiuso da subito alla possibilità di una riconversione dell’intero ex Galateo, operazione ritenuta troppo onerosa e che difficilmente avrebbe trovato spazio nella nuova pianificazione sanitaria della Regione. Per il momento, quel sogno rimane nel cassetto. Ma, nel medio termine, si pensa comunque in grande. Non una nuova struttura, ma un’ala dedicata all’interno del ‘Vito Fazzi’, un polo specialistico di secondo livello, centro di riferimento per le pediatrie di tutta la Asl, in grado di ridurre la mobilità passiva verso le altre regioni e favorire l’umanizzazione delle cure.

La prospettiva è che, con la costruzione della nuova torre delle emergenze-urgenze,

i cui lavori sono in corso, tra tre anni si possano liberare spazi all’interno del nosocomio cittadino. Potrebbero essere, probabilmente, quelli dell’attuale Pronto Soccorso e altri livelli annessi, ma niente è già definito.

Il progetto già stilato, è da precisare, dovrà reggersi attraverso la razionalizzazione delle risorse esistenti, riducendo a cinque le pediatrie sparse nel leccese e concentrando qui 46 degli attuali 86 posti-letto esistenti, oltre a quattro dedicati

alla Terapia intensiva pediatrica, venti per la Chirurgia pediatrica che verrà spostata completamente al Fazzi, quattro per l’Osservazione breve intensiva. Costola saranno anche gli attuali dieci posti letto di Oncoematologia pediatrica, mentre, per il momento, non sarà compresa l’area della Neonatologia e della Maternità.

Certo, il nuovo ospedale non potrà essere come gli altri. Dovrà accompagnare la nascita e, purtroppo, anche eventualmente la morte dei più piccoli. Per questo all’interno sarà indispensabile prevedere sale di svago e ricreazione, scuola e pet terapy, spazi per la lettura e la musica. La prova di un ritorno alla normalità. Accompagnato, questa è l’ambizione, dal meglio delle specializzazioni che qui mancano, nonostante questa sia una provincia che conta almeno 110mila bambini fino a 14 anni. “È fondamentale che attorno ad un progetto del territorio ci sia la convergenza di tutte le forze istituzionali- chiosa Antonio Aguglia, presidente di Triacorda- perché, in questo modo, si riesce ad oltrepassare ostacoli a prima vista insormontabili e soprattutto a dare all’esterno una visione progettuale che può aiutare ad individuare e trovare le risorse per realizzarlo.

Dobbiamo unire gli sforzi, fare sistema, pensare in grande e collaborare per un futuro sereno dei nostri bambini, per un futuro migliore del nostro Salento”.

 Foto Antonio Castelluzzo