Stop allo sciopero, il Prefetto incontra i sindacati il 23 luglio

eni raffineria

TARANTO- Sciopero sospeso. Cgil, Cils e Uil hanno deciso di fermare lo stato di agitazione degli operai delle ditte appaltatrici dell’Eni di Taranto che da giorni presidiano varchi e portinerie della raffineria. I lavoratori chiedono da tempo che l’Eni e le due ditte appaltatrici Redelin e De Pasquale trovino una soluzione per assicurare ai dipendenti certezze sul futuro lavorativo. I sindacati, intanto, sono stati convocati in Prefettura per il prossimo 23 Luglio alle 17.00 e ringraziano in una nota il Prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, per l’attenzione e la sensibilità dimostrata verso i gravi problemi deilavoratori e delle loro famiglie. Siamo sicuri – scrivono – che con il suo intervento troveremo soluzioni certe e sicure, che garantiscano la continuità lavorativa e occupazionale con contratti veri a tempo indeterminato che possano dare serenità a chi lavora. È stato proprio l’intervento del Prefetto che ha sbloccato la situazione fino alla sospensione dello sciopero in attesa dell’incontro del 23 Luglio. Sono circa 45 i lavoratori delle ditte appaltatrici a cui non è stato rinnovato il contratto.

Gli operai per giorni hanno presidiato tutti i varchi e le portinerie dello stabilimento di Taranto, impedendo prima e rallentando poi, l’ingresso e l’uscita delle autobotti. Lo Slai cobas non ci sta ed esprime il suo netto dissenso alla sospensione dello sciopero e dei presidi all’ENI decisa dai sindacati confederali.

“Senza che si sia ottenuto finora alcun risultato di tutela reale di posti di lavoro e dei diritti – denuncia lo slai cobas – si fa marcia indietro. Sospendendo lo sciopero – continuano – si ripete lo stesso copione delle scorse settimane di incontri inconcludenti. Prefetto, aziende, Eni e sindacati confederali vogliono tenere fuori lo Slai cobas dalle trattative – attaccano – con motivi pretestuosi e illegittimi e quindi – concludono – confermiamo lo stato di agitazione fino a martedì 23.