Ilva, il Comune chiede 700 milioni di euro di danni

ilva-taranto

TARANTO- Settecento milioni di euro di risarcimento. Il Comune di Taranto chiede i danni all’Ilva ma il tribunale respinge la richiesta di «accertamento tecnico preventivo». Il giudice Antonio Pensato ha rigettato il ricorso del Comune di Taranto che rappresenta una tappa importante per l’azione risarcitoria nei confronti del Gruppo Riva per danno ambientale. L’Amministrazione comunale aveva chiesto l’accertamento immediato dei danni provocati dalle emissioni nocive del siderurgico e dei danni a strutture come il cimitero, le scuole e i palazzi della città.

Il giudice Pensato ha ritenuto che non sussistono le condizioni per far valutare ad un pool di tecnici la situazione attuale, ma di fatto “considera valenza di prova la copiosa documentazione prodotta dal Comune, che quindi verrà discussa nella causa di merito”. Il comune di Taranto aveva già intrapreso un’azuione per chiedere i danni all’Ilva sulla base di una sentenza definitiva di condanna a carico della fabbrica che risale al 2005 e relativa allo sversamento di polveri dai parchi minerali.

Nella documentazione degli avvocati Massimo Moretti e Giuseppe Dimito, in cui vengono indicate le spese sostenute dal Comune per rimediare ai danni causati dall’inquinamento, sono finite anche le carte dell’inchiesta penale per disastro ambientale che il 26 luglio del 2012 portò al sequestro degli impianti dell’area a caldo e nell’arresto dei vertici dell’Ilva.

”La decisione del Tribunale civile di Taranto di rigettare la richiesta di accertamento preventivo del danno contro Ilva fatto dal sindaco di Taranto è il frutto di un clamoroso autogol del sindaco Stefàno che ha fatto vincere un round ai Riva ricorrendo in sede civile e chiedendo un accertamento tecnico preventivo senza considerare che esiste una procedura penale in corso”. Lo afferma il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, consigliere comunale di Taranto, secondo il quale ”la cosa grave è che il comune di Taranto non ha ancora richiesto il danno per il procedimento penale che ha portato alla condanna per inquinamento in cassazione nel 2005 dei Riva”.