Diossina alla Consal? Ecco la conversazione shock. Ruggeri: “Montatura”

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MURO LECCESE- Per alcuni, sarebbe la prova “schiacciante” dell’emissione di diossina dalla Consal di Muro Leccese. Per l’azienda, si tratterebbe, invece, di un autentico falso, una montatura senza valore. Ciò che è certo, tuttavia, è che è arrivata anche in Procura una conversazione shock captata, presumibilmente, tra dipendenti del gruppo che fa capo all’imprenditore Salvatore Ruggeri, tra l’altro ex parlamentare e segretario amministrativo nazionale Udc.

È stata diffusa anche su You Tube ed è ormai di dominio pubblico. Si tratta di un file audio, coperto da una foto che mostra una fumata nera fuoriuscita dal camino dello stabilimento. E’ stato caricato una settimana fa, ma non è dato sapere quando è stato registrato. A parlare sarebbe Francesco Marasco, riportato come Responsabile tecnico del Consorzio, ma che, in verità, si occuperebbe di energia per conto della sola trafileria Toma, una delle aziende che fanno capo al gruppo. Starebbe spiegando come funziona il processo di fusione all’interno della fonderia di leghe in alluminio. Il contenuto, ovviamente, è da prendere con le pinze.

L’interlocutore parla della tipologia di rottami che si userebbero nell’azienda, nel forno: rottami già preparati, i cosiddetti “pronto forno”, già lavati e trattati, procedimento che consente di abbattere i valori di zinco e cromo, prima di essere selezionati e triturati. Oppure rottami “che si prendono da un giro di ferramentisti e nei quali c’è di tutto- dice chi parla-, guarnizioni, carta, plastica, qualsiasi cosa”, materiale comunque buono “ma non di alta qualità, pagato in maniera diversa”.
Per spiegare il funzionamento della fonderia, inoltre, l’interlocutore aggiunge: “dipende anche da quanti macchinari hai per la pulizia.

Noi teniamo solo un trituratore, su cui da 20giorni si battono per cambiare le lame, ma se stai lavorando sul trituratore, vuol dire che il trituratore non lo stai usando. Quindi- aggiunge- dipende da quello che trova, quello che ha mette dentro”. Da qui, l’atto di accusa più duro: sarebbe stato bruciato a volte anche materiale plastico, che avrebbe sprigionato diossina, sottolineando un parallelo con quello che accadde alla vicina Copersalento. “Il materiale plastico rimane, perchè lo senti con la puzza e quello inquina. Non è che inquina soltanto l’atmosfera con la diossina, perchè è diossina pura, quando c’è quella puzza che devi chiudere i capannoni e devi metterti la maschera, quella è diossina! Tutto il casino che hanno fatto alla Copersalento questo è!”.

Per Salvatore Ruggeri, non è altro che una montatura, messa in piedi da una “mente malata”, forse orchestrata per ripicca da “qualcuno che è stato licenziato”. Solo stupidaggini, insomma, diffuse artatamente su internet e per le quali sarà presentata apposita denuncia alla Polizia Postale. “Chi ha messo in piedi questa messa in scena vuole insinuare sospetti che non esistono- continua Ruggeri-. Abbiamo un sistema di monitoraggio in continuo e, se avessimo prodotto diossina, sarebbe stato evidente dalle tante analisi effettuate nel tempo da Arpa e Asl, visto che quello è un elemento che non si può occultare, ma rimane nei terreni. Siamo tranquilli e aspetteremo l’esito del processo”.

Ad aprile, infatti, ha preso il via il processo penale che vede Ruggeri imputato per getto pericoloso di cose, dovuto al presunto inquinamento da diossina, dopo gli sforamenti accertati lo scorso anno dal vecchio camino, nel frattempo sostituito.