Confisca definitiva: passa allo Stato il tesoro di Giovanni Tredici

DIA

COPERTINO- Prima l’arresto, poi la condanna , il sequestro dei beni e infine la confisca definitiva con la conferma della suprema Corte di Cassazione. Passano definitivamente nelle mani dello stato i beni mobili ed immobili riconducibili a Giovanni Tredici, 44 anni, copertinese, condannato per associazione a delinquere , estorsione, rapina, porto e detenzione d’armi, indiziato di partecipazione ad associazione mafiosa.

Beni per un valore calcolato in 4 milioni di euro, intestati a lui ed alla moglie: terreni, fabbricati abitazioni tra Copertino e Lequile e due conti correnti bancari. Un tesoro accumulato illecitamente, sproporzionato rispetto al reddito dichiarato dall’uomo. E la confisca di oggi, proposta dal direttore della Dia Arturo De Felice  e disposta dal Tribunale di Lecce  è il risultato di lunghe e complesse indagini portate avanti in questi anni dalla Direzione Investigativa Antimafia di Lecce diretta dal dott Leonzio Ferretti.

Giovanni Tredici fu arrestato nel corso dell’operazione Due Vie che nel 2000 disarticolo’  un sodalizio criminale operante nella zona di Copertino specializzato in estorsioni, soprattutto con il metodo del cavallo di ritorno: prima il furto di auto o mezzi agricoli, poi la richiesta di somme di denaro per riaverli indietro.

La Dia ha accertato come il patrimonio dell’uomo sia stato accumulato in questo modo, con mezzi del tutto illeciti, sulle spalle delle  numerose vittime. E così nelle mani dello stato passano definitivamente l’abitazione familiare in via Santa Barbara a Copertino, un fabbricato in via D’Angiò ed uno in piazza della Resistenza, un immobile in via Po. A Lequile sono state confiscate le serre in località Tramacere, alcuni terreni in contrada Vittorio con delle costruzioni rurali, un impianto fotovoltaico, sempre nella stessa zona, cosi come due  piantagioni  di angurie, a Lequile e Copertino.

Mariella Costantini

 

 

 

Foto Antonio Castelluzzo