Accorpamento tribunali: per ora, il Comune è in grado di offrire solo un deposito

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LECCE- La possibilità di avere un nuovo contenitore entro settembre sembra sfumare. Concentrare il lavoro di sette tribunali non sarà facile, perché le attuali strutture sono inadeguate. In mattinata, però, nella commissione sugli uffici giudiziari, a cui ha partecipato anche il sindaco Paolo Perrone, non si sono trovate altre soluzioni se non quella di mettere a disposizione un deposito, che servirà a liberare qualche stanza in più nei tribunali che ora sono operativi. In commissione il primo cittadino di Lecce ha annunciato di aver ricevuto la delega da parte del presidente Fassino, per rappresentare Associazione Nazionale dei Comuni italiani nell’incontro che si terrà venerdì al ministero: un vertice in cui si affronterà definitivamente la questione dell’accorpamento dei tribunali. Paolo Perrone dirà chiaramente che, per quanto riguarda Lecce, il ministero dovrà scegliere tra due strade: tenere aperte le sedi di Nardò, Maglie e Casarano in attesa di una soluzione, oppure mettere la mano al portafogli e affittare un immobile, ma senza contare sui soldi del Comune, che già annaspa con le casse vuote.

Il presidente della Corte d’Appello di Lecce Mario Buffa, in mattinata, ha dichiarato di confidare in una soluzione del ministero, ma ha fatto presente in commissione che è iniziato il lavoro di ottimizzazione degli uffici giudiziari, utilizzando nel migliore dei modi gli spazi e organizzando meglio le udienze. In altre parole, la magistratura dovrà arrangiarsi, perché se il ministero deciderà di non intervenire l’amministrazione Perrone ha già detto a chiare lettere che, per il momento, non può far altro che mettere a disposizione un deposito.

Il sindaco dice di voler puntare sulla Cittadella della giustizia, ma calcolando che se ne parla dal 2002, si rischia di dover attendere qualche decennio.

L’associazione magistrati esprime una posizione chiara sulla vicenda per bocca del presidente Tanisi: “L’accorpamento dei tribunali non è un problema, ma una cosa giusta. Nel Salento abbiamo perso tempo”.

Per il rappresentante dell’ANM la soluzione tampone sarebbe quella proposta dal presidente Benfatto al ministero: mantenere in vita Maglie Nardò e Casarano, non come sedi distaccate, ma come articolazioni di un’unica sede centrale. Intanto, ora che è sfumata l’idea del Convento degli Agostiniani, resta in piedi l’ipotesi Palazzo delle Poste, che Tanisi non disdegna, ma avverte: “Settembre è vicino e non ci sarebbe molto tempo per gli adeguamenti strutturali”.