Taranto, “Caro Sindaco basta convegni, qui si continua a morire”

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TARANTO- La rabbia e il dolore di una città affidato ad un comunicato letto dalla portavoce del comitato di cittadini, Nadia Strusi. La protesta che si è alzata nei confronti delle istituzioni dà la dimensione di una città che si sente ostaggio di una politica inadeguata e di un’industria che – raccontano – le sta rubando il futuro.

“Basta convegni, a Taranto si continua a morire”. Lo urlavano forte i cittadini al sindaco Stefàno alla presentazione di un progetto dell’università di Bari e di Arpa Puglia. Urlavano la rabbia contro una situazione che peggiora, contro quelle “molestie olfattive” che dall’Eni arrivano sulla città, costringendo da giorni la popolazione a fare i conti con problemi respiratori e ricoveri in ospedale.

Nulla che si possa ancora sopportare, perché il prezzo pagato dai cittadini è già molto alto. Così ieri è scattata la contestazione nei confronti del sindaco al quale si chiedono interventi più concreti e meno lettere scritte e dimenticate chissà in quale cassetto.

Poi il confronto si è acceso e dalla sala piena di gente si è sentito forte un coro che invitava il primo cittadino a dare le dimissioni. Insieme a Bondi, dopo che il commissario straordinario aveva parlato di aumento di tumori dovuto al fumo delle sigarette e non a quello delle ciminiere dell’Ilva. Parole smentite, ma che sono bel leggibili nel documento inviato a Regione e Arpa e che hanno suscitato indignazione.