Trivelle anche a Gallipoli e Manduria. Legambiente: “Vanno fermate”

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GALLIPOLI- Stop alle trivelle nello Ionio per salvaguardare turismo di qualità e pesca sostenibile. Legambiente propone di “Fermare la deriva petrolifera con il protagonismo dei territori e abrogare le norme pro trivelle a partire dall’articolo 35 del decreto sviluppo”.Ogni anno verso le coste italiane viaggiano via nave ben 178 milioni di tonnellate di petrolio, quasi la metà di tutto il greggio che arriva in direzione dei porti del Mediterraneo, crocevia delle petroliere di tutto il mondo. Purtroppo negli ultimi mesi sono stati diversi i fenomeni di spiaggiamento o di sversamento in mare di prodotti petroliferi, alle isole Egadi, a Gela, solo per citarne alcuni e l’ultimo proprio in questi giorni dalla raffineria dell’ENI di Taranto.

«Uno sversamento in mare, quest’ultimo, di cui si stanno ancora valutando entità e cause, che evidenzia il pericolo per il mare, l’ambiente e la salute dei cittadini che questi fenomeni possono avere anche nel resto dello Ionio, dove si vorrebbero installare nuove piattaforme estrattive – spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Purtroppo, negli ultimi anni è ripartita a tutta velocità la corsa all’oro nero anche nel mar Ionio, soprattutto da quando è stato cancellato il divieto di ricerca ed estrazione di petrolio nel Golfo di Taranto, con un colpo di spugna normativo inserito nell’estate 2011 nel decreto di recepimento della direttiva sulla tutela penale dell’ambiente ».