Rampino: “L’autonomia deve passare dal Grande Salento”

alfonso rampino

LECCE- Anche il consigliere provinciale di Lecce, Alfonso Rampino, interviene sul neoregionalismo ed esorta i colleghi di partito, il PD, a diventare protagonisti del dibattito puntando ad un organismo intermedio, fra Stato e comuni, che sia a misura di cittadino.

“Siamo in un momento storico importantissimo in cui il Governo ha deciso di intervenire con un decreto legge di revisione costituzionale per ridefinire, partendo dalla soppressione delle Province, i livelli di governo della Repubblica. Contemporaneamente è stato incaricato dal presidente Letta un gruppo di esperti che sta lavorando d’intesa con Istituti Scientifici, per ridisegnare complessivamente l’architettura del sistema istituzionale del territorio– afferma Rampino– Tutto ciò comporterà una svolta epocale! Nei prossimi anni, infatti, ci troveremo a fare i conti con un processo di razionalizzazione del sistema locale che rivoluzionerà la filiera di governance territoriale definita dalla Costituzione. Rispetto a tale scenario che ci riconsegnerà una fotografia del territorio completamente diversa da quella che conosciamo, il Partito Democratico, forza che ambisce ad assumere un ruolo centrale nelle dinamiche che si sviluppano all’interno delle nostre comunità, deve avviare una riflessione “a tutto campo”.

I Democratici devono essere protagonisti di questa fase di cambiamento, segnando su un tema che progetterà in modo nuovo il destino  delle nostre popolazioni, la sua naturale tendenza riformista –continua Rampino-  Non cadiamo, quindi, nella tentazione di fare battaglie di retroguardia ed alziamo l’asticella del confronto e dell’iniziativa politica, non giocando partite al ribasso. Già un anno fa alcuni di noi sottolineavano l’importanza di ragionare in termini innovativi: rafforzando le Unioni dei Comuni come presidio periferico forte e trainante, ente con cui i cittadini dovranno sempre più interfacciarsi; agevolando la gestione associata di funzioni e servizi comunali, giungendo all’accorpamento dei piccoli Municipi; abituandoci sin d’ora all’idea di avere un solo Ente intermedio tra Stato e Comuni, assimilabile territorialmente alla provincia accorpata del Grande Salento, che assorbirà funzioni e competenze oggi ripartite tra Regioni e Province. Solo in questo modo punteremo con decisione al contenimento dei costi, coniugando le ragioni dell’autonomia locale con quelle della semplificazione e dell’efficienza.

Che senso ha, altrimenti, sopprimere le Provincie se non si modifica il disegno complessivo del territorio? Che senso ha parlare di abbattimento dei costi se si interviene solo su Enti territoriali che incidono poco più dell’1% sulla spesa pubblica, lasciando in vita i circa 3000 enti intermedi (dall’ATO alle Comunità Montane) che spendono oltre 8 miliardi di risorse della comunità? Il Partito Democratico deve affrontare con coraggio questa sfida ambiziosa, non rimanendo silente ed assente da un dibattito che deve, anzi, sollecitare, per cogliere le opportunità che potranno emergere da questa fase di cambiamento così radicale -conclude Rampino-  Le prospettive di crescita del territorio saranno, così, tanto più facilmente realizzabili quanto più riusciremo a governare gli eventi, rendendoci protagonisti del cambiamento e riprendendo in mano il destino delle nostre comunità”.