Ilva, si va verso il protocollo d’intesa sulle bonifiche

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TARANTO- Riqualificazione produttiva, sociale, economica ed occupazionale del territorio tarantino. È quanto hanno chiesto i segretari generali di CGIL CISL e UIL durante l’incontro  in Regione con il Coordinatore della Cabina di Regia per l’attuazione del “Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”, Antonello Antonicelli. D’Isabella, Fumarola e Turi hanno inoltre evidenziato le forti criticità del “Piano Città” e l’assenza di copertura finanziaria a carico dello Stato per le attività previste sulla falda superficiale. Dunque per affrontare al meglio questi temi è stato richiesto un incontro specifico a tutti gli enti che hanno sottoscirtto il Protocollo d’Intesa per monitorare le attività in corso. La data fissata è per il prossimo 31 luglio.

Sul fronte ambientalista tarantino, il presidente del Fondo Antidiossina, Fabio Matacchiera, e il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, sono rientarti da Bruxelles dove hanno presentato alla Commissione europea un dossier sull’inquinamento prodotto dallo stabilimento Ilva. “Abbiamo mostrato le immagini impressionanti delle emissioni notturne e diurne e degli scarichi in mare dell’Ilva – spiegano gli ambientalisti – e le foto raccapriccianti di chi lavora nel cimitero di Taranto, costretto a proteggersi dalle sostanze inquinanti indossando le tute di protezione integrale”. Marescotti e Matacchiera hanno riferito di come “le autorita’ italiane non hanno ancora attuato il principio di ‘chi inquina paga’ previsto dalla direttiva europea” e ”la grave azione del governo che, invece di imporre il rispetto delle prescrizioni ad un’azienda inadempiente, pensa al contrario di modificarle, tramite una nuova legge per garantire all’azienda di inquinare come prima”.

Secondo i due ambientalisti – infine – la cifra del piano industriale da 1,8 miliardi di euro e’ ”assolutamente insufficiente” perche’ ”la sola copertura dei parchi minerali costa 1 miliardo”.