Blitz nell’ex falegnameria. I migranti: “Non ce ne andremo di qui”

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NARDO’ – Quando, alle 9.45, arrivano polizia municipale e ispettori della Asl, tutti sono colti di sorpresa. Nella ex falegnameria, nelle campagne vicino a Boncuri, a Nardò, ci sono solo i migranti che non sono impegnati, oggi, sui campi, nella raccolta delle angurie. Alcuni perché non hanno documenti né contratti, altri perché di lavoro non ce n’è abbastanza per tutti. Il posto è fatiscente. Al piano terra, un refettorio improvvisato, con cucina già all’opera di buon’ ora, e poi dei box convertiti a dormitorio. Condizioni igieniche inesistenti, un odore a tratti nauseabondo, specie in quello che era il giardino retrostante, convertito in latrina pubblica. Saliamo le scale e quello che ritroviamo al primo piano pare essere ancora peggio. Alcune donne africane, almeno tre, giovanissime, sono tenute qui, tutto il giorno, probabilmente ad esercitare la prostituzione, su materassi sporchi, in ambienti invivibili e sotto gli occhi vigili di alcuni uomini. Le immagini sono senza commento.

Qualcuno si agita solo quando vengono chiesti i documenti. Gli ispettori sanitari prendono appunti. Spetterà a loro stilare la relazione e certificare che qui non si può continuare a stare. Ma, a dire il vero, basta venire qui per rendersene conto. E lo sanno benissimo anche loro, i migranti.

Gli operatori ecologici tirano via i chili di spazzatura accatastata. Ma non basta, certo. Manca tutto.

La proposta del sindaco, però, di trasferirsi nel campo fresco di allestimento in località Scianne, dalla parte opposta di Nardò, sulla strada per Sant’Isidoro, non convince nessuno.

Troppo distante dai centri abitati, troppo isolato, dicono. E le perplessità le ribadisce anche la Cgil.

Tuttavia, sull’alternativa di una riapertura di Boncuri, Risi non transige.

E, poi, c’è un altro problema. Si teme che un campo in cui riunire tutti i lavoratori, di diverse etnie, possa far scatenare frizioni all’interno. Contando, inoltre, i tempi. È da due mesi che la raccolta delle angurie è iniziata a Nardò. Finirà tra due o tre settimane. Meglio tardi che mai, certo. Ma per i migranti, senza mediazione opportuna, questo intervento tardivo è incomprensibile. E il trasferimento impraticabile.

Foto Antonio Castelluzzo