Ilva: pronto piano da 1,8 miliardi per l’AIA

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TARANTO- Il decreto Ilva bis è passato in Senato proprio mentre il ministro Andrea Orlando riuniva, al ministero dell’Ambiente, la cabina di regia per l’ambientalizzazione del siderurgico di Taranto. Si è discusso sui ritardi accumulati nell’attuazione dell’Autorizzazione integrata ambientale e della legge 231, la cosiddetta «salva Ilva». “Se la legge 231 e il garante avessero funzionato – afferma Orlando – non saremmo intervenuti con un nuovo decreto”. Il sub commissario Edo Ronchi, sta lavorando al nuovo piano di attuazione dell’Aia per adeguare l’Ilva alla normativa italiana ed europea. Ronchi sta passando quindi «alla progettazione esecutiva degli interventi, come la copertura dei parchi minerari». Il gruppo Riva «sta predisponendo il piano finanziario e sta negoziando con le banche italiane e la Banca europea per gli investimenti un piano da 1,8 miliardi in tre anni”.

Il testo che sarà al vaglio del Senato prevede che gli ispettori dell’Ispra avranno la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria nello svolgimento delle attivita’ di accertamento, contestazione e notificazione delle violazioni. Un altro emendamento delle commissioni destina, invece, 90mila euro all’anno all’Ispra per questa attività.

Tra le innovazioni c’è quella che fissa a tre anni il tempo necessario per attuare le prescrizioni dell’Aia. Il rapporto di Valutazione del danno sanitario non potrà modificare le prescrizioni dell’Aia e la Regione competente potrà chiederne il riesame.

“La legge che istituisce il commissariamento è una vera svolta” ha commentato il governatore della Puglia Nichi Vendola. Comincia un “percorso – aggiunge – per fare della trasformazione della fabbrica di Taranto un modello in campo ambientale e un patrimonio di conoscenza scientifica”. Ma i deputati di Sel, al momento del voto, si sono astenuti, perché?