Aree demaniali, Cofcommercio: “Comune fantasma!”

Confcommercio-taranto

TARANTO- La collaborazione tra Confcommercio Taranto e ordine degli architetti è cominciata già da qualche mese e da subito ha mostrato una convergenza sui contenuti che possono dare una svolta alla città. Insieme a questi Enti, nell’ambito del progetto nazionale Urban Pro, dovevano esserci anche la Unioncamere e l’Ance ma – come ha sottolineato Giangrande – è stato impossibile il confronto a quattro sul tema della riqualificazione urbana di Taranto come leva per lo sviluppo economico. All’incontro nella sede di Confcommercio si è detto chiaramente che a Taranto non ci devono essere nuovi insediamenti e che se l’industria riuscisse ad effettuare gli interventi richiesti può essere ancora una risorsa, altrimenti occorre puntare su altro e senza decisioni calate dall’alto. Per farlo servono interlocutori e il presidente Giangrande ha sottolineato l’assenza dell’Amministrazione comunale.

Non solo aree demaniali, quindi, perchè – ha aggiunto Giangrande -non si andrebbe verso uno sviluppo ecosostenibile della città. Bisogna sciogliere un nodo fondamentale – ha detto – e cioè capire se le aree demaniali sono entrate in possesso del Comune di Taranto perchè, in caso contrario, è difficile fare gli investimenti e gli interventi necessari. Come per le aree parcheggio e per il piano della mobilità urbana, fondamentali – dice Confcommercio – anche in chiave futura, perché Taranto si candidi a essere capitale della cultura 2019.

Pietro Dione, presidente dell’ordine degli architetti di Taranto, ha messo in evidenza la necessità di riqualificare il borgo di Taranto, secondo le linee guida che sono state suggerite insieme a Confcommercio, fuori dalla logica dei progetti e di ciò che comporta.