Accorpamento tribunali, Tanisi: “Palazzi inadeguati, ma la legge va rispettata”

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LECCE- Mentre gli avvocati sono ancora in agitazione contro il decreto del fare, che ripristina la mediazione obbligatoria, preoccupa la riorganizzazione dei tribunali: la soppressione delle sezioni distaccate avviene senza prevedere una struttura efficiente su Lecce, in grado di garantire il buon funzionamento della giustizia. Le soluzioni in campo sono diverse: si parla di una “Cittadella della Giustizia”, da costruire sulla superficie abbastanza ampia, in zona Borgo San Nicola ( si tratta di un immobile sequestrato a Cerfeda), ma in campo c’è anche l’idea della possibilità di spostare tutto nella prestigiosa sede del Palazzo delle poste, valorizzando così l’area degradata della parte posteriore del castello. Il sindaco ha già chiarito che non ci sono le risorse e che sono necessari i fondi del ministero.

I giudici provano a sdrammatizzare, ma la situazione e complicata: potrebbe passare troppo tempo prima di individuare una nuova sede. La magistratura si rimbocca le maniche – come spiega Roberto Tanisi, dell’Associazione Nazionale Magistrati – accelerando le udienze, per rispettare le riforma nonostante l’inadeguatezza dei tribunali.

L’ex presidente dell’Ordine degli avvocati, Luigi Rella, spiega che non è un problema solo di strutture inadeguate, ma anche di personale insufficiente: “Abbiamo tribunali dal punto di vista strutturale superati: quello penale è inadeguato, così come quello civile, che era formato da una serie di uffici. Le udienze si fanno nell’ufficio del giudice: andiamo avanti vivacchiando, ma quando arriverà il carico di lavoro degli altri tribunali andremo alla paralisi. Il ministro Cancellieri quante volte è entrato in un tribunale? – si chiede l’ex presidente dell’ordine degli avvocati – Non ha visto il personale sempre più insufficiente, perché i cancellieri vanno in pensione, senza essere rimpiazzati, e nessuno ci pensa”.