La malavita punta alle discoteche: è allerta

PREFETTURA

LECCE-  La scossa dell’omicidio di Gianfranco Zuccaro travalica i confini di San Cesario e, con effetto domino, arriva ad interessare l’intero settore in cui il 37enne bodyguard operava: quello dei locali notturni e delle discoteche in particolare. L’allerta è massima e si è chiesto direttamente l’interessamento delle amministrazioni comunali nel cui territorio ricade il numero più alto di strutture simili, Otranto, Gallipoli e Ugento. I sindaci sono stati convocati in prefettura per questo, in mattinata, in un vertice a porte chiuse del Comitato per l’ordine e la sicurezza  pubblica. a sedersi allo stesso tavolo anche il rappresentante di categoria dei gestori dei locali, Gianfranco Colella, per la Confcommercio, oltre al sostituto procuratore Ennio Cillo, al questore Vincenzo Carella e il comandante provinciale dei cc Maurizio Ferla.

La malavita punta a quel settore. È un dato di fatto. E, per la verità, non è neppure un dato nuovissimo. Certo è che, però, dopo l’omicidio di domenica, l’attenzione dovrà essere ancora più alta. E ai primi cittadini si è chiesto di essere ancora più attenti e presenti, facendo sentire ancora di più il fiato sul collo alle attvità legate alla gestione delle discoteche, ma anche dei parcheggi annessi, perchè non  vengano affidati a soggetti che sfuggono a controlli e in cui gli appetiti di  ambienti criminali possono farsi sentire.

Vigilanza massima anche nella trasformazione di fatto delle licenze, quella metamorfosi che porta spesso semplici stabilimenti balneari a tramutarsi in sale da ballo, senza passare dalle forche caudine della Commissione di vigilanza provinciale o comunale.

Si chiede il rigoroso  rispetto della trasparenza, del curriculum delle società a cui sono rilasciate le licenze, eventuali subaffidamenti. Non è escluso che oltre ai controlli amministrativi partiranno anche i sopralluoghi, costanti, nei locali.

Il rischio che si trasformino in terra di nessuno e, da qui, in vivaio di interessi criminosi non sembra essere più soltanto un caso di scuola.