Prodi rilancia: “L’Europa può contare solo se unita”

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LECCE- Romano Prodi, delegato dell’Onu per i rapporti con la Ue, ha passato quattro giorni di vacanza e relax nel Salento: anche ieri  sera era in giro ad ammirare il barocco leccese, con il rettore Laforgia a  fargli da guida. Nel convegno per riflettere sul cambiamento è arrivato abbronzato e disteso e, dopo intere giornate passate nelle spiagge del sud Salento, ha suggerito di investire sul prolungamento della stagione turistica. Poi ha dato le sue ricette per lo sviluppo, le tre parole che si dispensano in ogni convegno che tratti temi economici: investimenti su ricerca, innovazione e scuola.

Il professore è stato ospitato dall’Università e dalla fondazione Don Tonino Bello per riflettere sul cambiamento: riflessioni con un retrogusto amaro. L’Europa conta sempre di meno per le sue divisioni interne,  eppure potrebbe giocare un ruolo importante nel mondo- spiega Prodi. La Germania ha la pretesa di fare da sola, ma non è più possibile: necessario cambiare atteggiamento. L’Italia deve chiedere unità e pretendere un atteggiamento diverso”. Africa, Cina e altri paesi asiatici crescono più degli Stati Uniti: il mondo è cambiato. “La Cina sarà il paese numero uno dell’economia mondiale”, chiosa il professore. Ecco perché l’Europa deve invertire la tendenza, bisogna avere uno sguardo internazionale: “Di fronte anche alle difficolta’ economiche della Germania, se Italia, Francia e Spagna, si mettono insieme, affiancati da altri, non e’ che e’ un singolo Paese che viene a chiedere l’elemosina. Ma sono tre grandi Paesi che si uniscono per una politica diversa, alternativa’”, chiosa l’ex premier.

Il professore cita il papa e chiede di evitare la globalizzazione dell’indifferenza. Ancora più amare le riflessioni del rettore uscente, Domenico Laforgia. “Siamo in bancarotta etica, con ragazzi rassegnati che invecchiano a casa nostra e non hanno più sogni. Manca la speranza, il nostro paese è indietro nella competizione globale. In passato abbiamo puntato sul manifatturiero a basso costo, ma oggi non è più possibile: dobbiamo trovare idee nuove e investire sull’innovazione”.

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Foto Antonio Castelluzzo