Comune, beni per 22milioni. Capriulo: “A chi la gestione?”

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TARANTO- Una parte del patrimonio immobiliare del Comune di Taranto è al centro di una interrogazione consiliare a firma di Dante Capriulo e Francesco Venere. In particolare – si legge nel documento – il riferimento è al contratto sottoscritto dal Comune con la società Carim srl e quindi alla “vendita con valorizzazione di vari beni immobili, per un valore di oltre 22 milioni di euro, di cui 15 già versati”.

Le firme sulla compravendita in questione sono arrivate a maggio 2006 dopo le delibere consiliari e di giunta ma una sentenza della Corte d’Appello di Lecce ha dichiarato che il contratto “appare inefficace e non nullo”. Il Comune di Taranto – denunciano i consiglieri – non ha fatto valere le proprie ragioni e non ha nemmeno voluto portare a compimento il provvedimento. La questione – aggiungono – da anni è in una sorta di limbo giuridico e quindi non è stato ancora definito a chi spetta la gestione: è del comune o della società Carim si chiedono Capriulo e Venere? Non è chiaro chi deve eseguire gli interventi di manutenzione e soprattutto non è chiaro chi riscuote i fitti di centinaia di immobili comunali – scrivono – con un evidente danno per le casse dell’ente.

Dunque i consiglieri chiedono all’amministrazione come intende risolvere il problema e perché il Comune non ha mai voluto difendersi nelle sedi opportune per tutelare i propri interessi. Serve dunque accertare – concludono – se c’è stato un danno per l’amministrazione, chi gestisce attualmente gli immobili e soprattutto chi riscuote i fitti dovuti.