Ilva, oggi in aula il decreto 61

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TARANTO- Il decreto 61 sull’Ilva di Taranto va verso l’approvazione. È cominciata nelle scorse ore la discussione generale alla Camera che porterà alla definitiva conversione in legge. Il testo è arrivato a Montecitorio dopo le modifiche e gli emendamenti presentati alle Commissioni Ambiente e Attività Produttive. Con questo decreto il Consiglio dei Ministri ha disposto il commissariamento dell’Ilva per uscire da una situazione di stallo dopo il sequestro preventivo di 8,1 miliardi disposto dal gip di Taranto, Patrizia Todisco, nei confronti del gruppo Riva Fire. Come commissario dell’Ilva è stato nominato a inizio giugno Enrico Bondi, al quale si è affiancato come sub commissario nominato dal ministro dell’Ambiente, Edo Ronchi.

Le novità che riguardano il testo del decreto in discussione alla Camera cominciano dal primo comma che porta a 1000 il numero degli addetti degli stabilimenti industriali ritenuti di interesse strategico nazionale. Le violazioni sull’AIA devono essere reiterate e quindi non basta una sola inadempienza per far scattare il commissariamento. Spetterà all’Ispra e all’Arpa accertare le violazioni mentre la Regione viene coinvolta nel piano delle misure ambientali.

Con il decreto 61, inoltre, non è più prevista la figura del Garante dell’Aia nominato a gennaio e previsto dalla legge 231: per l’Ilva venne scelto l’ex procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito.

In Parlamento è in fase di approvazione anche il cosiddetto decreto del fare. Tra le norme contenute sta facendo discutere, sempre in materia ambientale, quella che eliminerebbe di fatto il principio dell’Unione Europea che chi inquina paga. La bonifica delle falde acquifere potrà essere effettuate solo se conviene economicamente a chi ha inquinato anche se sussiste un rischio sanitario per la popolazione. L’effetto devastante che questa norma potrebbe avere su Taranto e su altri siti inquinati preoccupa molto le associazioni ambientaliste