Scacco agli ultras violenti: 10 arresti

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LECCE-   Impossibile che rimanessero impuniti : sono stati ripresi, fotografati e poi, come dire, vivisezionati dalla polizia. Le violenze inaudite contro cose e persone: agenti , giornalisti, stuart, alla luce del sole, sono avvenute sotto gli occhi di migliaia di testimoni e decine di cameramen e fotografi e  balzate agli occhi dell’Italia intera quel 16  giugno che ha segnato una delle pagine più nere del calcio leccese. Al termine del campionato un gruppo di ultras raggiunse la squadra che cenava in un locale leccese e avanzò minacce esplicite a calciatori e dirigenza: “Meglio se vincete oppure è meglio che non vi fate vedere in città”

Ed ora i responsabili sono stati assicurati alla giustizia grazie alle indagini della questura di Lecce diretta dal questore Vincenzo Carella e della Digos in particolare che   fotogramma dopo fotogramma ha ricostruito la furia di un gruppo di ultras che hanno messo a ferro e a fuoco il via del mare al termine di Lecce Carpi. 10 persone in manette, per una obbligo di dimora, altri due sono irreperibili.

Sono  accusati di resistenza, danneggiamento, incendio, il tutto aggravato da quella che gli inquirenti definiscono una premeditazione, avendo agito armati di bastoni e bottiglie, e con i volti travisati . In manette sono finiti Carmine Antonio Angelè, 40 anni di Matino, Giuseppe Campobasso, 36 anni di Copertino, Francesco Cannoletta 26 anni di Cavallino, Christian Capoccia, 30 anni di lecce, andrea de giorgi, 37 anni di Lecce, Simone Fiorentino, 34 anni di Lecce, Gabriele Greco, leccese 27 anni, Renato Orlando, 42anni di Morciano di Leuca , Riccardo Tondo, 30 anni di San Cesario. Obbligo di dimora per Daniele Solito, ritenuto l’aggressore del fotografo del quotidiano Ivan Tortorella finito in ospedale insieme a 10 poliziotti, e infine Antonino Riccardi, 23 anni di Palermo.

È quest’ultimo, entrato al via del mare sotto mentite spoglie perchè il suo nome non risulta da nessuna parte il più violento: picchia cameramen e stuart, sradica panchine,   impugna estintori: ad incastrarlo il tatuaggio sul braccio di un’aquila con le ali spiegate e con il logo  del Palermo . Viene ripreso mentre al termine di una violenza inaudita stringe una mano ad un  ultras leccese, quasi a sancire un degenerato storico gemellaggio tra le due città , ma soprattutto è lui l’autore dell’incendio della macchina della polizia : scaglia un masso contro il finestrino, lo rompe e poi lancia all’interno un fumogeno.

Secondo gli inquirenti se gli ultras fossero riusciti ad entrare anche negli spogliatoi le conseguenze sarebbero state gravissime, invece il tempestivo intervento della polizia già schierata nei sotterranei ha evitato il peggio.

Arresti voluti dal pm Carducci e disposti dal gip Giovanni Gallo. La procura ha sposato  la tesi della Digos secondo la quale tutto era stato premeditato e lo dimostra un episodio accaduto un mese prima.

Naturalmente ci sono altri indagati, altri tifosi violenti che gli agenti hanno identificato già dopo qualche ora dalla guerriglia ma che al momento della cattura non si sono fatti trovare in casa per evitare l’arresto in flagranza. Si tratta, si legge nell’ordinanza firmata dal gip, di personaggi inclini alla violenza ed alla sopraffazione, dalla personalità negativa e criminale. Gli arresti di oggi, ha sottolineato il procuratore Antonio De Donno, restituiscono dignità alla città.

Mariella Costantini

 

Il palermitano arrestato: