Ola, “No alle trivellazioni nel mar Ionio”

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TARANTO- No alle trivellazioni nel mar Ionio. La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, fa sapere che la compagnia Transunion Petroleum avrebbe presentato al Ministero dell’Ambiente alcune integrazioni al progetto di ricerca che interessa le Regioni Puglia, Basilicata e Calabria. In particolare, l’area delle trivellazioni va da Massafra e Taranto fino a Manduria, Maruggio, Galatone, Porto Cesareo, Gallipoli e Salve.

Nel golfo di Taranto, di fronte alle coste della Basilicata e della Calabria, si “procederà alla perforazione di un pozzo esplorativo la cui profondità finale sarà indicativamente di 2700 metri, e comunque in funzione delle caratteristiche geologiche identificate e  soggetta ad una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale, nonché a specifica autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico”.

La Ola chiede ai comuni interessati, compresi in una zona di circa 634 chilomentri quadri, di far sentire la propria voce nelle sedi opportune mobilitando i cittadini e le categorie economiche legate al mare per scongiurare il rischio di assistere allo scempio del territorio e del mare. Soprattutto nel golfo di Taranto dove, peraltro, si sta valutando la possibilità di installare le pale eoliche con la salute del mare e del’ambiente ancora a rischio. Già i verdi avevano invitato i sindaci dei comuni interessati ad inviare al Ministero dell’Ambiente le osservazioni entro il 13 luglio 2013.

Il Mediterraneo, chiuso e privo di forti correnti, non è immune dall’inquinamento da idrocarburi hanno detto le associazioni –  e le attività estrattive ed esplorative immettono 300mila tonnellate di petrolio. Le tecniche utilizzate per le ricerche, quelle che interesserebbero il Golfo di taranto – come “l’air-gun”, sono  responsabili di gravi impatti sull’ecosistema e sulla fauna marina.