Inchiesta Gibbanza, il rettore Uricchio: “Sono estraneo ai fatti”

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TARANTO- “Sono Estraneo ai fatti, altrimenti non mi sarei mai candidato”. È il commento a caldo del neo rettore dell’ università di Bari Antonio Uricchio. Ad appena due giorni dalla nomina, il professore finisce sotto la lente della procura di Bari nell’ ambito dell’ inchiesta Gibbanza, nel terzo filone di indagine che fa contare già 21 indagati. E tra questi appunto il tarantino  magnifico rettore dell‘ Univesità di Bari sospettato di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti istruttori.  E mentre lui si dichiara  “Tranquillissimo” gli inquirenti stanno provvedendo a tutti gli accertamenti del caso.

L’inchiesta dunque Gibbanza non è finita.  Il provvedimento in questione porta la data del 16 gennaio scorso ed è firmato dal procuratore Antonio Laudati e dal sostituto Isabella Ginefra. Per tutti gli indagati le  accuse sono a vario titolo di corruzione continuata in atti giudiziari, abuso di ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio. Lo stralcio nasce dalle dichiarazioni di Oronzo Quintavalle, l’ex giudice tributario che dopo l’arresto ha cominciato a collaborare con la magistratura. Dichiarazioni sulle quali sta continuando a lavorare il nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza. Il caso Uricchio riguarda una sentenza sulla Ingross Levante, un’azienda di Molfetta difesa proprio da Uricchio insieme con il commercialista Gianluca Guerrieri. Solo due giorni fa il professore tarantino, battendo  Stefano Bronzini, ordinario di Letteruatura inglese, era stato nominato rettore dell universita di bari, dopo un’ elezione dal risultato schiacciante, 866 preferenze.