Vertenza Natuzzi, oggi il tavolo al Ministero

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TARANTO- Superare la crisi e salvaguardare i livelli occupazionali. La vertenza Natuzzi arriva sul tavolo del ministero dello Sviluppo Economico a Roma. A rischio ci sono 1726 posti di lavoro dopo che l’azienda ha annunciato la chiusura degli stabilimenti di Ginosa e Matera. Le trattative che si apriranno nelle prossime ore – fanno sapere i sindacati – dovranno evitare i licenziamenti perché potrebbero esserci gravissime ripercussioni sociali sui territori interessati.

La Regione Puglia e quella lucana fanno fronte comune e chiedono il ritiro immediato delle procedure di mobilità i lavoratori, la revisione del piano industriale di rilancio del settore del mobile imbottito e lanciano un appello al governo al quale chiedono ”massima attenzione anche su questa vicenda”, poiché – sostengono – ”la drammatica vertenza Natuzzi è un caso di ‘vertenza Sud’ al pari di altre vertenze che si sono aperte nel Centro Nord e che hanno visto il governo ricoprire, giustamente, un ruolo di primo piano per la soluzione dell’emergenza lavoro”. Intanto tra Bari e Matera sono fitti gli incontri tra i rappresentanti sindacali e le istituzioni. L’assessore al Lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli, ha ricevuto nel capoluogo pugliese i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil e di categoria e i rappresentanti istituzionali di Ginosa e Matera.

“Il tavolo tecnico a Roma – ha spiegato Caroli – sarà il primo di una vertenza difficile, cui seguiranno altri incontri tecnici per affrontare le proposte regionali e dei sindacati”. È singolare anche il fatto – ha concluso con una vena polemica l’assessore – che ci sarebbe un rilevante numero di esuberi pur in presenza di un elevato indotto: si tratta di un aspetto inquietante, che prefigurerebbe una rete alternativa di produzione che potrebbe aver alterato il mercato”.