Taglio dei punti nascita, i sindaci: “Stavolta ascoltateci prima”

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CASARANO- “Stavolta ci ascoltino prima”. Chiara, netta, la posizione dei sindaci ora che il ragionamento sui punti nascita da tagliare o accorpare s’è rimesso in moto, con il comitato tecnico regionale che ha ripreso, nelle scorse ore, il confronto. C’è da ripensare ai criteri delle scelte in base ai quali ragionare della distribuzione dei nidi sul territorio. Perchè, se rimarrà quello numerico dei 500 parti l’anno, allora non ci sarà storia né per Casarano, né per Gallipoli né per scorrano. Tuttavia, i correttivi dovranno esserci anche per mitigare la portata sociale dell’impatto in cui rischia di trasformarsi la sforbiciata di due o tre reparti di ostetricia sul territorio. Ed è a questa fase che i primi cittadini, che si sono battuti con i ricorsi al Tar e lo scudo politico fino a gennaio, chiedono di prendere parte. “Se dev’essere una scelta politica ci arrendiamo sin da subito, visto che abbiamo una casacca diversa- dice Gianni Stefano, da Casarano.- ma se ci si dovrà basare su criteri scientifici e di organizzazione, possiamo competere con tutti i presidi”.

Certo, in discussione è rimesso tutto, ora che potrebbe non essere più quella dei 500parti la soglia del discrimine, che potrebbe elevarsi a mille. E questo comporterebbe la creazione di tre, o al massimo 4, poli materni. Lasciati fissi il Fazzi e il panico di Tricase, per gli altri niente è scontato. Non lo è per scorrano, che si vorrebbe far rimanere perchè costituisce il nucleo del futuro ospedale di Melpignano che, in base a quanto detto più volte a bari, non può essere svuotato di senso. Non lo è neppure per Gallipoli, che può vantare la logistica: un nosocomio semivuoto e ben servito dalla viabilità.

Potrebbe diventare quella la culla della maternità in riva allo Ionio. Niente è certo, ora, alla luce della nuova rivisitazione, neppure per Galatina o Copertino. Uno di questi presidi, in alternativa all’altro, infatti, è più probabile che venga soppresso, nonostante i numeri record attuali da oltre 800 parti l’anno ciascuno.

Tuttavia, da Galatina, il sindaco montagna alza già la voce. “Ribadiamo che Galatina è strategica. Rivendicheremo questo ruolo, ancora di più ora che il nido della clinica san Francesco verrà soppresso. Una doppia penalizzazione non avrebbe senso”, dice. È per contemperare numeri, geografia e aspettative che, a questo punto, si chiede di essere parte attiva nel dibattito in seno alla Regione. “Va ascoltato il territorio. Se non ogni singolo comune, almeno la conferenza dei sindaci- ribadisce Stefano-. Non ci calassero dall’alto anche questa decisione”