Museo Shtini, la magia dell’artigianato albanese

mosaico

BRINDISI- L’arte del mosaico, la magia del rame e dell’osso. E’ in via Saponea a Brindisi che si realizza l’incanto della lavorazione a mano e dell’artigianato. Precisamente al museo familiare Vullnet Shtini inaugurato solo pochi giorni fa.
Il proprietario e autore delle opere conservate nel museo, è il signor Shtini, di origine albanese, giunto con la sua famiglia a Brindisi nel 1990, quando il porto della città era diventato un approdo sicuro per i 27 mila migranti che fuggivano dalla crisi e dalla dittatura.
“Questo museo è un regalo alla mia famiglia e alla città di Brindisi che ci ha accolti”, fa sapere Shtini. 13 anni di attento e minuzioso lavoro per tirar su un vero e proprio tempio dell’artigianato, incrocio di terre, da quelle greche e romane a quelle arabo-israelite.

Dal pavimento interamente ricoperto da mosaici, alle cornici ricavate dalla lavorazione di pedane in legno, sin anche alla statuette d’osso finemente lavorato con la tecnica del traforo. Tutto è stato realizzato a mano, attraverso le tecniche oramai quasi scomparse, come quella alla base dei mosaici, realizzati tramite la frantumazione del marmo e un impasto di albume d’uovo e sabbia che tiene insieme i vari tasselli. Un’arte che rischia di perdersi nel tempo, è il timore del signor Shtini. E a riguardo ci confida un suo progetto: Riabilitare i detenuti e insegnare ai giovani l’arte della lavorazione dei metalli.

Aiutato di tanto in tanto dalla mano del figlio, orafo di professione a Roma, adesso l’artigiano si occupa della cura e della manutenzione del suo spettacolare museo, aperto gratuitamente al pubblico.