Province, Ferrarese: “Di fatto sono già morte”

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BRINDISI-  Non è pentito Massimo Ferrarese. “Le province sono morte per asfissia, ho fatto bene a dimettermi “. E’ questo il commento dell’ex presidente della provincia di Brindisi a margine della decisione della consulta che ha dichiarato incostituzionale il decreto legge del governo Monti sull’abolizione delle province. Si dice soddisfatto, Ferrarese, perchè “è stata fatta giustizia per un abuso normativo votato da tanti parlamentari”. “Ma di fatto -prosegue il numero Uno di Noi centro- le province non hanno più competenze e risorse, dunque sono destinate a morire. Tutte indistintamente”. E’ questa d’altronde l’intenzione del governo Letta, ufficializzata dal ministro per gli affari regionali Graziano del Rio. “Ho condotto per un anno questa battaglia, aggiunge Ferrarese, soprattutto da vicepresidente dell’Upi nazionale, convinto – a differenza di tanti parlamentari che votarono quella legge – che non potevano essere utilizzati quegli strumenti normativi per realizzare una riforma organica e che Non era giusto sopprimere solo alcune province, distinguendo fra territori di serie a e di serie B”.

“A distanza di otto mesi da quella mia decisione, continua l’ex presidente, non posso che ribadirne l’opportunità in quanto essendomi stato di fatto impedito di programmare e realizzare sarei rimasto insieme a dieci assessori e trenta consiglieri a ricoprire un ruolo formale che sarebbe costato tanto ai cittadini. Spero – conclude Ferrarese – che quelle somme possano in qualche maniera essere utilizzate per affrontare quantomeno le emergenze dei lavoratori penalizzati da questi tagli. Almeno sino a quando, dopo la nuova legge costituzionale, non si deciderà la sorte dei servizi delle ex province e dei lavoratori”.