Sequestro di persona: arrestati due bulgari

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UGENTO- Aveva scelto l’Italia per far nascere il proprio figlio. E in attesa del lieto evento, previsto per il prossimo autunno, col marito, si era trasferita ad Ugento. La giovane donna di origini bulgare, come il marito, entrambi poco più che 20enni, ha invece dovuto fare i conti con una realtà ben diversa.La ragazza, nonostante fosse al quinto mese di gravidanza, sarebbe stata letteralmente rapita da una coppia di connazionali, per essere costretta a prostituirsi.

A raccontare fra le lacrime la terribile vicenda, ai carabinieri della stazione di Ugento, è stato il marito della donna.

Con un italiano incerto è riuscito comunque a spiegare ai militari  che, dopo averlo picchiato e rapinato di soldi e cellulari, la propria moglie, incinta al quinto mese, era stata portata via da alcuni connazionali con la forza e contro la propria volontà probabilmente in direzione di Brindisi per costringerla a prostituirsi.

Le ricerche sono partite immediatamente e grazie alla tempestività dell’intervento delle forze dell’ordine, che hanno diramato l’avviso a tutti i comandi Carabinieri della provincia di Lecce e Brindisi, la vicenda si è risolta nel migliore dei modi.

La giovane donna è stata infatti rintracciata senza difficoltà.

In effetti la ragazza era stata portata con la forza via da due connazionali, KOTSEVA RUMYANA e IVANOV IVAYLO, 26 e 25anni, bulgari come lei, per costringerla a prostituirsi nel Brindisino contro la sua volontà. Entrambi rispondono di violenza sessuale, sequestro di persona, rapina, percosse e lesioni personali. Le indagini proseguono. Si cerca infatti un terzo complice