Punti nascita, si riaffila la lama: tre nidi a rischio

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GALLIPOLI (LE)- Sembrava essere un taglio congelato, almeno per parecchio tempo. Invece, la Regione Puglia tira fuori dal freezer la soppressione dei punti nascita e riavvia la discussione, attivando, in giornata, il tavolo di discussione per ripensare la riorganizzazione disegnata a fine 2012 e cercando di far propri, per quanto possibile, i suggerimenti arrivati dalle comunità locali.


La ghigliottina torna a non voler risparmiare i punti nascita con meno di 500 parti l’anno. E se questo rimane il criterio, non si salveranno né Gallipoli, né Casarano né Scorrano, che sia nel 2011 che nel 2012 non hanno sfondato il tetto dei 486 parti l’anno. Certo, la tempesta non tarderà a riproporsi. La battaglia legale portata avanti dai sindaci si è fatta sentire. E le proteste dal basso hanno arroventato il clima, soprattutto sullo Ionio. È anche alla luce di questo che dovrà ragionare il comitato tecnico nominato appositamente in regione.

Ma le spine sono anche sulla geografia: con la cancellazione delle nascite nella Clinica Petrucciani e San Francesco, quei parti si sono riversati sui presidi ospedalieri più corposi: il Fazzi, in primis, ma anche Copertino- Galatina. E poi c’è il rischio di lasciare l’intera fascia ionica scoperta, oppure il Salento centrale. Ma il ragionamento dovrà superare, a quanto è dato sapere, la distribuzione sul territorio.La prospettiva, tuttavia, è sempre più netta. La soglia dei 500 parti l’anno è solo un primo step, a quanto pare. Il secondo , però, è lasciare in piedi soltanto i reparti di ostetricia con 1000 parti. Criterio che per ora salverebbe solo Lecce, Tricase e un reparto da accorpare tra Galatina e Copertino. Il resto via. Un modo per concentrare qualità e risorse.

Tuttavia, che si procederà dritti su questa strada già da ora pare rischioso. Tagli traumatizzanti potrebbero, infatti, provocare ancora una volta troppe polemiche, bloccando anche le sforbiciate più ovvie.