Ilva, Uil: “No alla soppressione del Garante”

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TARANTO- Fa discutere anche a livello sindacale l’emendamento approvato dalle Commissioni Ambiente e Attivita’ Produttive della Camera a lavoro per la conversione in legge del decreto 61 sul commissariamento dell’Ilva di Taranto, che annulla la figura del Garante per l’attuazione dell’AIA. “Disporre di un punto di osservazione obiettivo assicurato da una figura di indiscussa indipendenza, competenza ed esperienza – scrive il segretario generale della Uil jonica Giancarlo Turi – poteva servire alla causa comune”. Secondo la proposta avanzata da Raffaele Fitto del Pdl ed Enrico Borghi del Pd, le funzioni del garante vengono surrogate dal Commissario.

“E’ una decisione incomprensibile – aggiunge Turi – confusa e destabilizzante che assegna al Commissario una pluralità di funzioni, alcune delle quali del tutto incompatibili tra di loro”.

“Siamo di fronte ad una scelta che apre a scenari surreali – conclude il segretario – che destano grande preoccupazione. La politica prende decisioni pericolose e in assoluta solitudine – attacca Turi – che si caratterizzano sempre più per l’unilateralismo e la totale mancanza di confronto. L’impressione è che il “commissariamento” della Città invada anche i pochi spazi di confronto e di dialogo residui”. Il decreto legge Ilva bis è atteso in aula nelle prossime ore. La proposta, dunque, modifica il comma 7 dell’articolo 1 e raccoglie le richieste arrivate da più gruppi politici: molti emendamenti, infatti, chiedevano di chiarire quali modifiche possono essere apportate all’Aia con il Piano ambientale. Con l’emendamento, l’approvazione del Piano delle misure di tutela ambientale deve incontrare il parere favorevole della Regione interessata, oltre che l’approvazione del ministro dell’Ambiente.