L’Udc torna all’attacco sui doppi incarichi. D’Autilia replica: “Mezzucci”

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LECCE- La polemica sui doppi incarichi non si arresta. L’intervento di Alfarano prima e quello di Frasca dopo, hanno convinto il professore Melica a inviare un parere giuridico anche a Provincia e Comune per contestare l’incompatibilità di chi ricopre un doppio incarico, anche se conferito prima del 4 maggio. Il segretario cittadino Udc, Carmelo Isola, è determinato a portare fino in fondo la battaglia: dalla commissione controllo fino alla Corte dei Conti. La Commissione per la valutazione e la trasparenza della Pubblica amministrazione – spiega Melica – ha chiarito che la legge anticorruzione blocca i mandati con effetto retroattivo, perché i rapporti durano nel tempo, quindi, se si ricopre l’incarico di consigliere comunale o provinciale e si è presidenti o componenti di una partecipata, la legge impone di lasciare, come è avvenuto in altre città d’Italia.

Dall’Udc parte un nuovo appello al segretario generale, Vincenzo Specchia, perché si esprima subito sulle incompatibilità. Isola ripete: “La mia è una battaglia di principio: basta ricoprire due incarichi per percepire più soldi. Anche se rappresento pochi cittadini voglio fare una battaglia per la trasparenza”. I centristi, oltre al problema politico pongono il problema economico: “Non sollevare da incarichi incompatibili significa far percepire emolumenti non dovuti”.

Il consigliere Melica spiega che “la conferibilità dell’incarico non è intaccata(la legge permette il conferimento del doppio incarico prima del 4 maggio), ma l’incarico è incompatibile, perché dura 5 anni e viene tradita la ratio del decreto. Inoltre, il professore avverte che sta studiando anche la delibera 48, perché anche lì ci sarebbero problemi: nella norma sono richiesti 2 anni di tempo dalla cessazione della carica di consigliere prima che si possa conferire un incarico in una partecipata. Dubbi e tecnicismi che presto potrebbero essere chiariti con un intervento del governo.

Intanto, domani mattina, se ne discuterà in Commissione controllo e garanzia di palazzo dei Celestini. Frasca preferisce non commentare fino a domani, D’Amiano d’Autilia invece tralascia le considerazioni giuridiche agli organi preposti, ma dal punto di vista politico chiede all’Udc di preoccuparsi del risultato che la nuova strategia centrista sta conseguendo: “Un modo pessimo di fare politica che punta sull’abbattimento dell’avversario con mezzucci e inaugura la stagione del cavillo giudiziario inconsistente,per mettere fuori giuoco chi è stato apprezzato dagli elettori, che giudicano in base a quello che si è costruito: ecco perché sono sempre di meno a votare l’Udc”, spiega il presidente di Alba Service.

foto Antonio Castelluzzo