La Corte Costituzionale boccia il taglio delle province, Pagliaro: “Per fortuna il pastrocchio è fallito…Ora riforma complessiva, abolizione province e neo-regionalismo”

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LECCE- E’ delle ultime ore la notizia che la Corte costituzionale ha bocciato il taglio delle province. La Consulta ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale della riforma contenuta nel decreto “Salva-Italia” e il loro riordino, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione. Secondo i giudici costituzionali, il riordino delle province non è materia da disciplinare con decreto legge”.

“Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto “Salva Italia” e il loro riordino, che ne prevedeva la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione, che noi abbiamo da subito definito un pastrocchio”, afferma Paolo Pagliaro del Mrs.

“E’ quindi il momento di ripartire con una riforma complessiva dell’architettura istituzionale dello Stato con un riordino territoriale che preveda l’abolizione totale delle Province ed un neo-regionalismo, che consenta una revisione non solo del numero delle attuali Regioni ma anche dei loro confini, secondo logiche di coerenza territoriale, prossimità amministrativa e identità culturale, così come proposto di recente da uno studio della Società Geografica Italiana.

Il bisogno è ormai inderogabile. Regioni virtuose con Statuti leggeri e improntati alla massima efficacia, per gestire meglio le competenze e le attribuzioni “devolute” dallo Stato –conclude Pagliaro– Regioni omogenee che sfruttino al meglio il federalismo fiscale, funzionale e in grado di produrre un risparmio sulla spesa pubblica del 50%”.