Università, confronto candidati: contestazioni durante l’assemblea

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LECCE- Era la prova del fuoco, per i candidati a rettore: Michele Carducci, Giovanni Laudizi, Vincenzo Zara. Perché è indiscutibile che il maggior focolaio di conflitti pubblici della passata amministrazione universitaria sia stato il rapporto tra il magnifico e i sindacati. E’ calda fin da subito l’atmosfera che si respirava nell’assemblea organizzata dalle sigle sindacali dell’Unisalento: da una parte della platea si contesta la modalità dell’assemblea, che prevede prima alcune domande ai tre candidati messe a punto dalle organizzazioni sindacali e poi le questioni poste liberamente dalla platea.

Una contestazione simile a quella che si scatena di lì a poco quando la coordinatrice delle Rsu universitarie dà lettura di un documento che propone la squadra di tutti: uno slogan che nella pratica significa che il candidato vincente dovrebbe inserire nella sua squadra i candidati sconfitti, quasi una clausola di garanzia di governo condiviso. Una proposta che scatena le rumorose proteste di alcuni dei presenti: tra di esse due professoresse di lingue, gloria politi e patrizia guida (quest’ultima, moglie del rettore uscente Domenico Laforgia), che con le loro proteste interrompono l’intervento del coordinatore Rsu, Angela Mercuri, e del sindacalista flc-cgil Dino de Pascalis. È la dimostrazione che i fuochi del conflitto accesi dall’era Laforgia in qualche modo covano sotto la cenere e con essi i candidati non possono che fare i conti.

Complicato pacificare l’Università del Salento, squassata da un decennio di polemiche pubbliche e inchieste giudiziarie. Con dinamiche e protagonisti diversi, beninteso, ma l’ateneo leccese non trova pace dalle dimissioni di Oronzo Limone fino all’ultimo burrascoso anno di Domenico Laforgia.

Dopo di che l’idea di una squadra di tutti, nel quale il rettore vincente inserisca anche i competitori perdenti, non trova grande accoglienza: sia  Zara che Carducci promuovono lo spirito della proposta, che mira alla pacificazione dell’ateneo lacerato, ma ne giudicano difficile l’attuazione.

Una settimana ancora e il 9 luglio si apriranno le urne universitarie. Ad esse affluiranno docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo: e da quelle urne si capirà se l’ateneo del Salento nei prossimi sei anni intende voltare pagina rispetto al passato oppure no.