Gasdotto tap, bufera tra Sel e Pd

stefano dario

LECCE- Fino ad ora, il recinto dello scontro su tap si era limitato a sostenitori e oppositori e la   cautela politica, invece, aveva accomunato un po’ tutti, limitandosi all’appello alla concertazione arrivato da tutto il panorama partitico. Adesso, però, il gasdotto tap foraggia la bufera. E lo fa scompaginando le carte nel centrosinistra e scatenando il fuoco amico di Sel direttamente sul Pd, che replica a muso duro e inasprisce i toni della polemica. A entrare a gamba tesa nella querelle è il senatore di Sel Dario Stefano, con un post su fb in grado di innescare la faglia sismica.

“La vicenda della Tap nel Salento- scrive l’ex assessore all’agricoltura della giunta Vendola- per tanti versi e per come è stata gestita male dal Governo nazionale, mi ricorda quella della Tav in Piemonte: non possono assumersi decisioni così importanti passando sulla testa delle comunità. Bene il metodo del debat public promosso adesso dalla Regione Puglia, ma il pallino è nelle mani del governo nazionale. Speriamo che abbia orecchie attente e occhi vigili. […]”. e poi la frecciata, al vetriolo. “Io credo- continua Stefano- che il dibattito debba essere promosso, per quanto possibile, senza atteggiamenti pregiudiziali anche se non può non colpirmi come l’approccio del PD nei confronti del Governo nazionale sia “bipolare”. A Roma fa i salti di gioia col Presidente Letta, a Lecce attraverso suoi parlamentari usa toni perentori per interrogare e chiedere maggiori informazioni al ministro, sempre di targa PD.  Forse un minimo di coerenza non guasterebbe”.

Il riferimento più che palese è all’interrogazione parlamentare presentata il 29 giugno dai deputati democratici salvatore capone, Teresa Bellanova ed Elisa Mariano, a governo e ministro dello sviluppo economico, per chiedere di chiarire la portata dell’impatto ambientale e i rischi che la popolazione salentina corre. È Bellanova la prima a replicare a Stefano.

“Noi non mettiamo in discussione l’accordo del governo sulla diversificazione delle fonti energetiche, ma di rendere chiara l’esistenza o meno delle condizioni di compatibilità ambientale nell’area individuata per l’approdo. E lo chiediamo senza fare scelte ideologiche, al contrario di chi crede di essere in perenne campagna elettorale. Di certo in regione c’è confusione, visto che Nicastro ha prima dichiarato la sua netta contrarietà e oggi altri esponenti della giunta, Vendola compreso, esplicitano posizioni diverse. l’interlocuzione sul territorio non va fatta da codardi che non ci mettono la faccia né dalla sola multinaizonale”. Ancora più duro Sergio Blasi, segretario regionale del Pd: “non c’è nessun strabismo perchè non abbiamo mai espresso una contrarietà al gasdotto. Il tema è un altro. Chi ha deciso che tap deve sbarcare a lido San Basilio? Se l’attacco alla rete Snam è a Mesagne, chi è che non ha ragionato nel non spostare più vicino l’approdo, permettendo così lo sventramento di 60km di territorio per i lavori? Ma come, fino a qualche mese fa Stefano girava il mondo per  decantare le bellezze del salento e ora invece fa l’industrialista? La convenienza dev’essere per il territorio, non per la multinazionale. E che né Stefano né tap provino a pensare che qui si è ancora con l’anello al naso”.