Silenzio, su TAP ora parla San Foca!

comitato NO TAP 1

SAN FOCA (LE)   –  Uno accanto all’altro, informazione e controinformazione, le opposte ragioni che non riescono a dialogare a tre metri di distanza. Due banchetti, un unico nodo: ancora TAP. Ancora il gasdotto.

È San Foca adesso a parlare nel giorno del mercato settimanale, nuovo sfondo, nuovo contesto, per la prima volta dopo la notizia della scelta ufficiale del Trans Adriatic Pipeline come la condotta in cui il Consorzio di Shah Deniz farà convogliare il gas dell’Azerbaijan. Un boccone amaro che qui, a molti, è andato di traverso. È per questo che la multinazionale spiega e rispiega, a chi si ferma al presidio…

E allora, appunto, che parli la gente, alla vigilia tra l’altro delle nuove indagini che TAP inaugurerà lungo il tracciato, per poter affinare lo studio di impatto ambientale da consegnare a settembre al Ministero.

La preoccupazione c’è. Si tasta con mano. E per molti è evidente che non è affatto figlia di mancata informazione, ma di un’idea che è maturata col tempo e poggia su assiomi che nessuno qui vuole tradire.

Tanti i turisti, con opinioni diverse.

C’è anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì, in campo, sotto al sole. Avanti e dietro, fa la spola lungo le bancarelle, distribuisce volantini… il punto è sempre lo stesso: se TAP arriva qui perchè questa è l’unico segmento di fascia costiera non coperto da vincoli, non significa che questa non abbia valore. Anche qui esiste la posidonia oceanica, per non intaccare la quale il gasdotto a Brindisi non potrebbe sbarcare.

E poi, però, c’è anche dell’altro…

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Foto di Antonio Castelluzzo