Ilva, dal 1° luglio si ferma l’altoforno 2, poi tocchera all’acciaieria 1

altoforno Ilva

TARANTO  –  Ormai è una questione di ore. L’Ilva, come già annunciato dal responsabile delle relazioni industriali dell’azienda, Enrico Martino, è pronta a fermare l’altoforno 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto per 3 mesi a partire dal 1° luglio.

Lo stop del reparto, dovuto alla crisi del mercato dell’acciaio, comporterà una reazione a catena con la fermata dell’acciaieria 1, di una parte dell’agglomerato, di una parte dei sottoprodotti e di tutti i servizi che sono strettamente collegati.

La produzione di ghisa, dunque, calerà dalle 17 alle 15.000 tonnellate. Sul piano occupazionale scatterà invece l’aumento dei contratti di solidariertà e diminuiranno gli esuberi per effetto dell’accordo firmato tra i sindacati dei metalmeccanici e Ilva, il 19 giugno scorso. Nell’area dell’altoforno 2 i contratti di solidarietà passeranno da 307 a 464, nell’acciaieria 1 da 473 a 600. Per quanto riguarda gli esuberi, nel reparto laminazione a caldo scenderanno da 709 a 684, nella laminazione a freddo da 648 a 495, nei tubifici da 534 a 462, nei servizi da 561 a 486 e nelle manutenzioni centrali, infine, da 441 a 380.

Intanto, sul fronte giudiziario si attende la decisione della Procura di Taranto sull’istanza presentata dal commissario straordinario, Enrico Bondi, con la quale l’Ilva ha chiesto di rientrare in possesso dei 200.000 € sequestrati dalla Guardia di Finanza su decreto del gip Patrizia Todisco. Il sequestro preventivo per equivalente, eseguito dallo scorso 24 maggio, riguarda una somma di 8,1 miliardi di euro.

Ed è atteso, inoltre, l’esito delle rilevazioni che l’ARPA Puglia effettuerà per misurare gli effetti acustici provocati dal funzionamento dei ‘fog cannon. Queste apparecchiature, sistemate a ridosso dei parchi minerali, emettono un potente getto d’acqua nebulizzata che serve ad abbattere la dispersione di polveri.  

Nelle scorse settimane, però, i residenti del rione Tamburi che vivono a un passo dalle collinette di minerale, si erano lamentati per i rumori provenienti proprio da questi impianti.