Edipower, martedì le ditte appaltatrici incontrano il sindaco

protesta Edipower

BRINDISI  –   Qual è il futuro della centrale Edipower? Dei lavoratori diretti e di quelli dell’indotto? L’impianto a carbone di Brindisi nord è al centro di un complicato rebus. Martedì mattina le ditte appaltatrici incontreranno il sindaco Mimmo Consales, supportate dal sindacato autonomo dei Cobas che chiederà alle istituzioni di aprire una vertenza più ampia rispetto alla questione dei dipendenti Sogesa, senza lavoro a partire dal 1° luglio.

Accanto agli addetti alle pulizie protagonisti dell’eclatante protesta ad alta quota ci sono infatti centinaia di posti a rischio. Come gli operai che fino al mese di dicembre trasportavano il carbone da Costa Morena in centrale. 50 dipendenti dell’indotto che, allo scadere del 2013, perderanno il paracadute della cassa integrazione.

Il segretario dei Cobas, Bobo Aprile, contrario alla proposta di piano industriale presentata dal Gruppo A2A che prevede la co-combustione basata sul carbone e sul derivato dei rifiuti, riporterà sul tavolo l’urgenza di smantellare i due gruppi della centrale fermi da tempo. C’è amianto a non finire, denuncia Aprile, che andrebbe rimosso immediatamente.

Una posizione in linea con quella del primo cittadino di Brindisi che ha respinto con fermezza il progetto della società elettrica, puntando allo smantellamento e alle bonifiche nell’area della centrale: operazioni che darebbero un impiego sicuro ai lavoratori a rischio.

Intanto nei giorni scorsi la UIL, che a differenza di Consale e Aprile ha valutato positivamente il piano di A2A si è detta però contraria alla possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali nella fase di avvio dei lavori per il restyling dell’impianto, un’ipotesi paventata dai vertici aziendali. La UIL chiede continuità lavorativa per tutti.